Episodio 18 – La storia dell’imprenditore di successo

By | 15 settembre 2014

Dopo una luuunga pausa estiva, torniamo con Business Caffeina!

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E poi come al solito abbiamo la descrizione Copy/Poetica di Ludovico.

[Business Caffeina #18 – Festa a sorpresa per il PODCAST PIÙ ASCOLTATO D’ITALIA]

Il successo di Business Caffeina è decretato da tutti quelli come te che ogni settimana aspettano il nuovo episodio, e per questo ti ringrazio, anche a nome di Frank e Piernicola.

Ti faccio subito una promessa forte: ho ascoltato con le mie orecchie (e anche tu potrai farlo) l’impegno a riprendere con regolarità questa pubblicazione!

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Uno dei motivi per cui questo podcast è così seguito è la putenza della mende di Piernicola.

No, scusa, mi sono lasciato “modellare” dal fil rouge della puntata. 

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In Italia la FORMAZIONE SERIA è un prodotto altamente ricercato, e i risultati di chi propone argomenti di grande importanza come il FARE IMPRESA, in un momento in cui non si fa che parlare di crisi, sono indiscutibili. Anche e soprattutto perché supportati da NUMERI.

10626449_10152217328646525_7632286580566928037_nLa foto che vedi qui a fianco forse non ti dice nulla, perciò voglio spiegarti chi è questa sagoma in bianco e nero: si tratta di Helio Gracie, uno dei padri fondatori dell’attuale Brasilian Jiu Jitsu, che nel corso degli anni, attraverso la pratica e la disciplina, ha creato un vero esercito di campioni di lotta a livello mondiale, che portano il suo cognome. Decine, tra figli e nipoti, tutti formati all’arte suave sin da piccoli.

Senza scorciatoie, senza “modellare” nonno Helio. Piuttosto, facendosi il culo tutti i giorni sul tatami e prendendole di santa ragione dai cugini/fratelli/zii di turno.

Il tutto però, condito da formazione di altissimo valore.

Cosa c’entra col podcast, mi dirai? (Ma se sei un ascoltatore fedele sai già che se si tratta di brasiliano, c’entra sempre qualcosa.)

Il punto è che in Italia, al giorno d’oggi, avere SUCCESSO viene percepito quasi sempre come il risultato di:

azioni illecite (quello sicuro ha rubato/truffato)
semplice fortuna (si è trovato al posto giusto al momento giusto)
collusione con gruppi di potere (politica/malavita/massoneria – che poi è lo stesso)

e MAI, dico MAI onorando i MERITI di chi invece ha fatto una sanissima GAVETTA di anni, facendosi i conti in tasca, onorando col sacrificio e l’abnegazione quotidiana il santo sudore della fronte.

Che poi, l’atteggiamento mentale conta, ma solo dopo che hai una solida formazione e competenza nel tuo campo specifico.

Non si può “cocciare” (  ) individui senza competenze, a meno che non si tratti di risollevare il morale ad una annoiata casalinga di Rabat che non riesce più ad attirare le attenzioni del marito gingillonatore. (Ma per questo c’è la rubrica di Piernicola su Famille Actuelle).

Il problema, come ci spiega Frank in una dettagliata analisi socio-culturale dei mass-media italiani, è che nella presentazione di imprenditori di successo, la storia si trasforma in:

“Briatore: scappato ai Caraibi per aver organizzato bische clandestine a Cinisello Balsamo, torna in Italia e Benetton gli mette in mano la sua Azienda e gli fa dirigere una Scuderia di Formula 1”

In pratica, modelli irripetibili, speco nel modo in cui sono presentati, che non fanno altro che alimentare queste credenze a livello culturale.

Ma se segui il Gruppo Venditore Vincente e stai leggendo questo post evidentemente sai che c’è qualcosa di diverso, che si sta sviluppando giorno dopo giorno e che è sotto gli occhi di tutti come in un grande Reality Show.

Si tratta dell’evoluzione di un Gruppo, che ruota attorno alla figura di Frank e dei suoi Soci, che sta letteralmente creando un nuovo modo di fare impresa e, perciò, un modo diverso di ragionare e soprattutto di AGIRE.

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Non voglio toglierti tutto il piacere di ascoltare finalmente il 18° episodio di Business Caffeina, però lasciamelo dire: ascoltare in esclusiva (perché poi quella parte l’ho tagliata) Piernicola e Frank chiudere nuovi business mi fa sentire un privilegiato!

Come, credo, ti senti anche tu, ad essere qui a leggere queste righe che preludono a un nuovo ascolto di grande formazione business, perché sai che STA FACENDO QUALCOSA DI IMPORTANTE PER TE.

(Sorvolo sugli sberleffi che – mi ci includo – i due delinguendi hanno riservato a noi “truffati” di Posta Power, sfottendoci per il fatto che ci sorprendiamo di quanto funziona bene in Marketing a Risposta Diretta fornito con la quota associativa)

Perché in Italia siamo abituati così: a battere le mani quando l’aereo atterra, a sorprenderci quando una macchina si ferma per farci attraversare, siamo straniti quando le cose insomma vanno come dovrebbero andare.

Forse è perché siamo un popolo di navigatori, che ci sembra normale quando ci troviamo “a mare con tutti i panni”, per usare un’espressione tipica campana? 

Ad maiora

Ludovico Valoroso!

 

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46 thoughts on “Episodio 18 – La storia dell’imprenditore di successo

  1. Fabio bassotto

    Ragazzi siete strepitosi. Ho imparato più in 2 ore che in 25 anni di lavoro. Da oggi comincia la rincorsa a VV. Arrivo ….

    Reply
  2. Daniele Vistalli

    Bello come sempre (ormai è proprio un appuntamento di relax-learning, a misura di De Maria, seguire BC non conta neppure come lavoro).

    Quello che Frank dice sul “contesto storico” delle storie di Rana / Briatore è fondamentale (ma vale anche per mio padre che quando lavorava lui qualcosa si guadagnava) mentre oggi la situazione è diversa.

    Lo stato ci salassa di tasse e i casi sono 3:

    1- Farsi il culo in italia sapendo che regali al socio occulto molto del tuo lavoro, se sei fortunato campi bene.
    2- Te ne vai all’estero (v. Frank/Pierinicola) ovvero “hai la volontà/le palle di spostare la tua vita” per avere alcuni vantaggi
    3- Stai in italia, piangi, dici che all’estero è un’altra cosa (ma non ci vai) e finisci con fare il furbo (evasione, nero, altro)

    Per me 1 e 2 sono valide e onorevoli … la 3 è per il 47% (che forse è molto + del 47%)

    Avanti, il prossimo BC esce domani vero ? 🙂

    Reply
  3. Alberto

    Hey, complimenti per il podcast. Ho una domanda/richiesta generica che non c’entra con questo episodio, ma mi pare che preferiate i commenti per comunicare con voi.
    Mi piacerebbe sapere da voi una lista (anche breve) dei più importanti libri sul copywriting, sistematizzazione del business e gli altri argomenti che trattati. In passato avete espresso un giudizio negativo sui libri di business, però un paio fondamentali ce ne sono.
    Frank ha menzionato in passato E-myth. L’avevo già sentito nominare e non l’avevo mai letto. Ho cominciato un paio di giorni fa e non riuscivo a smettere, anche se ero già entrato in contatto con quei concetti.

    Avete altri libri fondamentali da consigliare?

    Grazie mille.

    Reply
    1. Claudio

      The Ultimate Sales Letter – Dan Kennedy

      Prendilo, leggilo, studialo, rileggilo e ristudialo. Nel frattempo, applica quello che contiene, passo per passo.

      Puoi anche considerare copyvendita.com

      Poi come autori ci sono Al Ries, Gary Halbert e sempre Dan Kennedy. Ma fai 1 cosa alla volta, fidati, ne vale la pena, altrimenti le cose le dimentichi, non diventano parte di te, ed è praticamente inutile.

      Sia Frank che Pier consigliano sempre: basta leggere libri, basta fare corsi, metti in pratica le poche cose che hai appreso, continua a imparare UN PASSO alla volta, e le cose non te le dimenticherai mai più.

      Reply
      1. Alberto

        Anche se, a dire il vero, continuare a leggere e formarsi è il “segreto” di tutte le persone di successo.

        Reply
  4. Arch. Giuseppe Barra

    Come sempre, il podcast di Business Caffeina non tradisce le attese. Mi piace sempre di più il linguaggio schietto e diretto che lo contraddistingue, senza giri di parole.
    La variante dell’ Introduzione iniziale in Brazil Style è stata veramente sfiziosa.
    Sembra un poco di stare a spiare due che parlano senza essere visti 🙂
    Concordo pienamente su ciò che avete detto. La motivazione va bene, gli obbiettivi vanno bene, la determinazione pure, ma se non sei competente in qualcosa, se non hai un valore aggiunto da dare al mercato, non te ne puoi fare nulla. L’unica cosa positiva, è che si possono usare per acquisirle quelle competenze, avendo però motivazione & obbiettivi.
    Il guaio di questi corsi motivazionali creano molta illusione e frustrazione perché deresponsabilizzano dai loro errori di approccio.
    Troppo spesso sento le persone lagnarsi perché le cose vanno male e tutti o quasi dicono le stesse cose. C’è la crisi, il governo non ci aiuta, sono tutti ladri, la camorra, il nuovo ordine mondiale,ecc. I tempi non sono di certo facili, questo è lapalissiano, ma continuare a comportarsi allo stesso modo di prima è da illusi se si pretendono di avere risultati diversi.
    Detto ciò, bravi ragazzi e continuate a dare la ” pillola rossa ” alla gente.
    Ciao

    Reply
  5. Loris

    Ciao ragazzi,

    volevo complimentarmi con voi per gli ultimi podcast, soprattutto per il taglio maggiormente “motivazionale”: devo confessare che anch’io ho un po’ la sindrome da “gratta e vinci/bacchetta magica” e sono conscio che questo è il primo grande problema da eliminare per chi voglia fare impresa.

    Nell’impeto oggi ho riascoltato anche i podcast precedenti e volevo fare una domanda a Piernicola su BC15.
    Mentre rispondevi ad una domanda sulla SEO (minuto 1.29.00) parlavi della necessità di intercettare la domanda latente e che per questo ti affidavi esclusivamente al pay per clic.
    Mi potresti spiegare più nel dettaglio questo passaggio? Cioè come andrebbe impostata una campagna Adwords per agganciare la domanda latente?

    Grazie ancora per le preziose informazioni

    Saluti
    Loris

    Reply
  6. Elisabetta

    Grazie ragazzi per ciò che fate. Bellissima e importantissima narrazione la vostra. Grazie di cuore.

    Reply
  7. michele

    Tra i piatti nella vasca da bagno e l’elicottero c’è l’acquisto di un castello con zero euro in tasca :-))

    Complimenti per questo episodio. Siete Unici 🙂

    Michele

    Reply
  8. Andrea

    Ciao,
    premesso che se vi seguo è perché condivido (i.e. mi avete persuaso perchè
    prima non avevo le basi per farmi un’opinione in business ) ciò che affermate…. siete certi che in altri ambiti
    un certo atteggiamento
    non vi si rivolterà tutto contro? Pensiamo alla paleo, facile perdere peso e avere
    le analisi perfette a breve termine….ma a lungo? Cordain è grasso per dire, per non dire tutti gli altri promotori di diete proteiche (la paleo non è iperproteica, era un esempio)….
    fra l’essere i difensori dei “poteri della mente” e i denigratori dei cereali siete convinti che ci sia questa differenza?
    E se si scoprisse ( lo si sa da da tempo) che senza amidi il metabolismo si abbassa? Prendete in giro i complottisti, sicuri che non lo siate anche voi ???
    P.S: Fra due anni massimo direte che la paleo è buona con aggiunta di carbo una volta a settimna, sicuro….nel frattemo quanti danni?

    Reply
    1. Piernicola De Maria Admin Post author

      Nel senso che le tonnellate di frutta, patate dolci, verdure che si mangiano nella paleo… non sono carboidrati?
      E le patate dolci non sono amidi?

      Sono perso 🙂

      Reply
      1. Andrea

        No…è chimica base…il fruttosio non finisce nel muscolo ma si ferma al fegato…. Come si stimola l’insulina? Col fruttosio ? O scherzi o non sai di cosa parli… Perché chi fa certe diete vede abbassarsi il metabolismo? Che differenza c’è fra il kg di batate che hai menzionato e un kg di riso? Con la chimica non si scherza…

        Reply
        1. Piernicola De Maria Admin Post author

          Volevo che Frank approvasse e rispondesse visto che l’appassionato e’ lui. Ma dalla regia arriva una risposta: “Suicidati Coglione”. Per cui mi sa che per questa volta ti becchi questo senza altre spiegazioni.

          Fatti na pastasciutta cosi’ ti passa la tristezza. Domani e’ un altro giorno.

          Reply
    2. Claudio

      > (la paleo non è iperproteica, era un esempio)…
      > P.S: Fra due anni massimo direte che la paleo è buona con aggiunta di carbo una volta a settimna, sicuro

      What the actual fuck.

      Reply
      1. Andrea

        Claudio non mi han fatto passare la risposta. Per scendere nei particolari passatemela.
        P.S. sei Tozzi? perchè sei così grasso? è come chiedere a chi spiega la “putenza della mente ” perché non è ricco? ecco…perché il geometra Tozzi non è in forma? cancellate cancellate, è più facile che studiare vero?

        Reply
        1. Piernicola De Maria Admin Post author

          Andrea forse non hai capito bene, questo non e’ un terreno di discussione democratico dove sei tu a decidere di cosa si parla.

          E’ il salotto mio e di Frank. Si parla di business e soprattutto vigono delle regole semplici, come: NON VIENI A CASA MIA E CAGHI SU UN MIO AMICO.

          Ribadisco: SUICIDATI COGLIONE

          P.S. Se ti sembra che una tua eventuale risposta non sara’ passata, non andare nel panico. Oggi io ho un corso e Frank pure. E poi la cestinerei comunque a meno che non sia una lunga lettera di scuse a Claudio 🙂

          Reply
  9. Agostino

    Secondo voi il mercato delle app ha un potenziale o è da evitare?

    Se doveste scegliere, entrereste con un’app nello store di apple (dove è già dimostrato che la gente è disposta a comprare, ma c’è altissima concorrenza) oppure entrereste nello store delle app per windows phone ( dove c’è pochissima concorrenza, ma non è un mercato ricco come quello della mela)?

    Reply
  10. Claudio Tozzi

    Grazie per la difesa nel post Piernicola. Purtroppo questa è gente bannata a vita da ogni gruppo su facebook e cerca considerazione in giro. Ma la cosa che mi fa arrabbiare è che non sono affatto geometra!

    Reply
  11. Gian Massimo Usai

    Semplicemente geniali, come ogni appuntamento di BC! Grandi e… See you soon!

    Reply
  12. Andrea

    Ciao ragazzi,
    grazie per i tanti consigli che veicolate grauitamente.
    Desidererei ricevere un chiarimento. Molte spesso ho sentito giudizi piuttosto pesanti su business di tipo manifatturiero. Ritenete davvero non siano interessanti per loro stessa natura o criticate il modo in cui solitamente sono organizzati e gestiti?
    Grazie,
    continuo a seguirvi,
    Andrea

    Reply
  13. Marco

    Ciao ragazzi, siete dei grandi!! Ho 22 anni e sono di Modena.
    Ho scoperto il podcast da poco ma sto divorando tutte le puntate, ho sperimentato quello che voi dite sulla mia pelle, sono un futuro laureando in ingegneria gestionale e vado “a bottega” contemporaneamente, l’università e tutte le sue nozioni teoriche mi fanno sentire inutile, non accrescono il mio valore nel mondo reale, quello che parla con i fatti.
    Ad oggi in quasi 6 mesi di bottega ho ricevuto circa 20 offerte di lavoro dagli imprenditori/manager, che ho incontrato lungo questa esperienza (poi dicono che c’è crisi).
    Avrei una domanda per voi, quali sono i libri/corsi che per voi sono stati più significativi nell’accrescere le vostre competenze manageriali?
    Appena riuscirò frequenterò i vostri corsi, siete dei grandi!!

    P.S. W la Gnocca 🙂

    Reply
  14. Francesco Chiappini

    Mi dispiace inserirmi dopo una discussione letta sopra…probabilmente questo Andrea non ha meglio da fare. Per chi invece ha tanto da fare e ne vuole fare ancora vorrei fare una domanda riguardo il copywriting e copy vendita. Piccola introduzione, sono un e-commerce manager e vostro grandissimo Fan! e premetto che consiglio l’acquisto di copyvendita a chiunque non masticasse un po di scrittura persuasiva perchè il copy sarà una delle figure più richieste nel settore online da qui a pochi anni. Ci sono giornalisti che si credono dei copy ma scrivere per il web è un’altra cosa. La mia domanda, però è questa: per chi ha già studiato testi americani ed ha esperienza in direct mkt e copy persuasivo, il corso copyvendita è targettizzato per il Pubblico italiano oppure è basato su quelle che sono linee di comunicazione statunitensi? Intendo dire, in una domanda più allargata, che tutto il copy persuasivo presente al momento online è basato su un modo di comunicare degli states, dove si è più diretti nel parlare, ci si da del tu e si ha un atteggiamento di apertura delle persone diverso dal nostro. In pratica gli Italiani e gli Americani sono diversi, ma il copywriting utilizzato in tutte le landing page è composto da dei payoff “copiati” da siti americani. Non mi sembra che attualmente ci sia un sistema creato per il mercato americano. Potrebbe essere un “oceano blu”.Non sarebbe opportuno profilare l’utenza italiana e rivederlo su quelli che sono i nostri modi di comunicare ogni giorno?

    Grazie ancora per il vostro podcast!!
    PS: volevo dire a tutta la community che il modo migliore di ringraziare è di condividere questo podcast!!
    Francesco

    Reply
  15. Francesco Chiappini

    volevo dire un “sistema creato per il mercato Italiano”
    🙂 scusate

    Reply
  16. Gianmarco

    Ciao Frank, ciao Pier sono un ragazzo di 23 anni appassionato del mondo del business. In Italia e soprattutto tra i giovani nell’ambiente universitario e difficile poter affrontare questi argomenti perchè sono tutti fissati con il posto fisso e la carriera. spesso mi sono sentito un pesce fuor d’acqua in questo contesto, per questo vi ringrazio infinitamente per le informazioni che condividete, il vostro podcast è stata una boccata di ossigeno e mi ha spronato a inseguire con forza e determinazione l’idea di diventare un imprenditore di successo.
    Nei vari episodi avete più volte sottolineato l’importanza che ha avuto per voi la formazione e l’autoformazione al fine di creare le basi solide per aprire un impresa di successo. io sto per concludere il mio percorso di studi in economia ma come potete immaginare gli esami e i corsi sostenuti non hanno assolutamente soddisfatto le mie aspettative, anzi posso dire benissimo che i 18 episodi di business caffeina sono stati molto più formativi di 3 anni di università.
    a questo punto la domanda sorge spontanea: cosa mi consigliereste di fare per proseguire la formazione e accelerare il più possibile il processo di apprendimento che mi permetta di avere basi solide per aprire un’impresa che abbia successo nel tempo? sono pronto a fare qualsiasi lavoro, corso di formazione ecc in Italia e all’estero per poter imparare. Credo sia importante poter applicare giorno per giorno i concetti che ad esempio voi trattate nei vostri corsi. sarebbe inutile anzi, utile a metà ad esempio seguire il corso venditore vincente se non hai modo di applicarne i concetti o sbaglio Frank?
    grazie ancora per tutto quello che fate, l’Italia e i giovani hanno bisogno di sentire i vostri podcast, soprattutto in questo periodo storico.
    vi ammiro,
    Gianmarco

    Reply
  17. Andrea

    Carissimi, grazie per il lavoro che fate!
    Grazie ai vostri spunti e al corso copy vendita sto verificando un ragguardevole miglioramento nell’interessamento ai nostri contenuti della clientela e un’importante crescita personale!
    Ho comunque dei dubbi che mi piacerebbe sottoporvi.
    Lavoro in un ambulatorio specialistico impostato SOLO su una determinata categoria medica.
    Mentre si riesce ad “accalappiare” i medici che trovano nel nostro centro una valida soluzione a tanti problemi quotidiani, il problema molte volte nasce quando l’utente finale deve venire da noi a prenotare/fare l’esame.
    La conversazione al telefono è: il mio dottore mi ha detto di venire la. Cosa costa? Siete convenzionati?
    Il costo è 100€ e questo tipo di esame non si trova in convenzione.
    Ah ok grazie richiamerò.
    Poi l’utente, dopo aver fatto il giro dei vari centri che offrono servizi SIMILI, chiama e a volte prenota e a volte no sempre e solo se gli conviene economicamente o come distanza.
    E l’esame in convenzione si costa la metà, ma NON è lo stesso esame.
    Come posso andare oltre questo problema?
    Il marketing è incentrato al professionista che ci gira l’utente finale ma al momento l’utente finale si basa solo ed esclusivamente sul prezzo nonostante i nostri servizi siano nettamente superiori alla concorrenza locale e solo leggermente più alti.
    Grazie ragazzi!!!!
    Siete fantastici!!!!

    Reply
  18. donatella colombo

    ..la gente..la gente…la gente…
    non mi piace quando lo dice Pier…forse lo dice anche Frank…ma lui è più simpatico….
    Hahahahhah…scherzo naturalmente…me lo permetto anch’io senza chiedere il permesso.
    Vorrei brevemente condividere la mia storia: sono operaia da 18 anni; a suo tempo non sapevo che farmene della vita e ho fatto un sacco di scelte sbagliate…ma è passato; adesso credo di aver imboccato il sentiero giusto.
    Ho approfittato della cassa integrazione aziendale per frequentare tre anni di scuola serale e specializzarmi estetista, e poi corsi di massaggio ecc… Forse con la fine dell’anno avrò l’opportunità di entrare in mobilità e quindi di cominciare a cercare attivamente lavoro nel settore benessere. Ho preparato il curriculum con le lettere di accompagnamento “mirate” (stile sales letters) e ho impostato la una mia pagina facebook, mi proporrò per massaggi a domicilio.
    Tutto quà, volevo condividere con voi
    Grazie grazie grazie di tutto.
    Frank ti offro un massaggio(sono di Varese) con promessa che non ti parlerò di me e di lavoro, solo relax!
    Ancora grazie grazie grazie

    Reply
  19. Marco

    Ciao,
    Grazie pier e frank per avermi cambiato la vita.
    Da maggio che vi seguo e mi avete aperto gli occhi su tante questioni è aiutato a prendere coraggio su alcune scelte che avrei dovuto fare da tempo (tra cui licenziarsi e cercare un nuovo lavoro)!
    Pier ho ascoltato il tuo audiolibro ed è veramente illuminante!

    Se non è chiedere troppo, potreste chiarire secondo voi quali sono le competenze tecniche che oggi il mercato chiede? A parte la vendita che è la competenza numero uno avete altri consigli?
    Avete qualche consiglio per come iniziare a imparare a “fare impresa”?

    Grazie di cuore! Per tutto!
    Saluti
    Marco

    Reply
  20. Ilian

    Ragazzi, vi ripropongo le domande che ho fatto a fine luglio ed a cui pero rispondiate nel prossimo podcast (anche perchè una domanda riguarda una parte del sistema venditore vincente e mi interessa saperne di più)

    1) Sempre riguardo alla distinzione tra USP e posizionamento rilevante

    MI spiego meglio con un esempio; diciamo che voglio entrare nel mondo della ristorazione ed aprire un franchising di ristoranti per celiaci (che a quanto pare non esiste in Italia). Il fatto di aver ristretto il pubblico e di sacrificarmi a servire solo i celiaci è un posizionamento rilevante o servire i celiaci è la USP di questa catena di ristoranti?

    Oppure sono due lati della stessa medaglia e la USP è quello che comunico dopo che ho scoperto che non c’è nessuna catena di ristoranti per celiaci e quindi ho trovato un posizionamento rilevante?

    2) Frank, puoi spendere quale parola in più riguardo al concetto dell’ologramma di cui parli in Venditore Vincente? A che serve, da dove deriva, perchè funziona, che effetti produce, etc (in pratica tutto quello che puoi dirmi senza rivelarmi il “come” che ovviamente rivelerai nel tuo corso a pagamento)

    Reply
  21. Antonello

    Carissimi Frank e Pier, chi vi scrive è un brillante giovanotto di 54 anni, dipendente da quasi 30…. Ho sempre lavorato nelle vendite. Da qualche mese ho scoperto il vostro podcast ed ora ho terminato le dosi … Vi dico, ho scaricato tutte le puntate sullo smartphone e me le bevo in auto, visto che faccio parecchi chilometri. Come dire, ho finalmente deciso di fare IL PASSO e non ho tempo da perdere. Ho gestito per un due anni un negozio su ebay e, arrivato a 1000 feedback tutti ultrapositivi, l’ho chiuso; sarebbe stata una seconda palla al piede. Ora, soprattutto grazie a voi, ho finalmente chiara la strada. Dicembre 2015 è la data entro la quale dovrò comunque aver attivato il mio piano B, che a quel punto mi dovrà già generare almeno quanto il mio stipendio attuale. Stipendio, che per quanto più possibile, lo sto mettendo in leva investendo sulla mia formazione e crescita. Ho deciso che diventerò un bravo copywriter perchè è il passaggio imprescindibile per chi vuole vendere sul web (ed anche perchè, come dice Frank, in Italia è una figura quasi inesistente) Ho dunque comprato COPY VENDITA ed ora lo sto attentamente studiando. In precedenza avevo anche preso BLOG VENDITA che ora è in parcheggio….. Sto passando a piccole dosi i podcast a mio figlio, che quest’anno si diplomerà ed insieme stiamo facendo una cosa che volevo condividere con voi: abbiamo comprato due salvadanai (uno a testa) ed abbiamo iniziato a risparmiare per poterci iscrivere insieme al corso VV del prossimo autunno. Come vedete non vi ho posto alcuna domanda, ma il mio è solamente un rendervi merito di quel che state facendo, perchè siete riusciti a far fare chiarezza all’interno di una mente talmente aperta e recettiva che conteneva un caos tale da non sapere dove e come iniziare… GRAZIE !!

    Reply
  22. riccardo

    intanto grazie per i “suggerimenti da vecchia zia” del podcast, a volte possono sembrare quasi banali ma mi hanno già aiutato a raddrizzare l’angolo di attacco per un nuovo business in progetto

    detto ciò, le domande
    – copywriting: mentre un’edizione 2015 di venditore vincente è tra i miei obiettivi, questo punto specifico lo vorrei sviluppare con studio personale; c’è qualche risorsa online che consigliate? quelle in inglese vanno la pena o la distanza mentale e linguistica è troppa (considerando però anche che il mio target si estende oltre i confini nazionali)?
    – domanda scema cui magari avrete già risposto altrove: come mai Piernicola usa regolarmente “robe” (e roBBe) al posto di “cose”? delle due è un vizio o un vezzo per far incazzare “le maestrine”? 😉

    a proposito, una faq semiseria almeno per le domande sceme e i tormentoni del podcast no?

    Reply
  23. Riccardo

    Scusate la perdita di tempo che vi ho causato, ho poi letto in testa di ultimate Sales letter. Prima di scrivere avevo cercato velocemente tra i commenti di puntate in cui ne avevate parlato ma non l’avevo trovato, mea culpa per la pigrizia ma la prendo un po’ a conferma del discorso faq 😉

    Reply
  24. Massimiliano

    Ciao a entrambi.
    Finalmente vi ho raggiunti: ho fatto un paio di settimane intense a recuperare gli episodi più vecchi…insieme a letture degli articoli del blog di Frank e dell’audiolibro di Pier. Il risultato? Vi sognavo anche la notte e deliravo a botta di #ngulammammeta e #gomblotto 🙂
    Negli ultimi due/tre mesi avete contribuito in modo importante a indirizzarmi su una strada che ormai ho deciso di intraprendere: i vostri consigli, le vostre esperienze sono davvero importanti per me, perchè mi stanno rendendo fattibile un qualcosa che prima non reputavo nemmeno considerabile.
    Volevo solo ringraziarvi lasciandovi questa testimonianza in pubblica sede 😉
    Max

    Reply
  25. Antonio Bergamaschi

    Buongiorno Piernicola e Frank,
    che dire… Vi ringrazio per quello che state facendo, per me è stata una scoperta recente: Vi ascolto da un paio di mesi soltanto ma sto recuperando velocemente; sto ascoltando col blocco in mano anche efficacia personale e naturalmente il podcast di VV….
    Davvero, se si pensa che fate tutto questo gratis!
    Volevo chiedere se secondo Voi il mercato delle certificazioni (ISO 9001, 14001, 18001 e così via) è un mercato con un futuro o se è destinato a scomparire: o meglio, pensate sia un business scalabile? O meglio, pensate sia un business? mmm…. dubbio….
    Grazie per il riscontro, in ogni caso grandissimi!!!
    Facendo un team up tra gli ideali di Nick e Frank: voglio un conto a 6 zeri, le palle a mollo a Rio e il mio bambino per giocare….
    Ciao a presto

    Antonio Bergamaschi

    Reply
  26. Ale

    Ciao Frank e Pier!

    A parte tutti i miei migliori complimenti per i grandi podcast che sono ormai scontati vado dritto al punto.

    Opinione su come “limitare i danni” in un mercato complesso dove hai pochissime possibilità di controllo. (non vi chiedo come posizionarsi che sarebbe la domanda reale perché è una valutazione da fare in sede MasterClass con Frank! )

    Leggendo e rileggendo anche MJ De Marco ho un po’ strizzato il cervello alla ricerca di problematiche relative al mio settore di competenza: trasporti.
    Ce ne sono una valanga!

    Tuttavia sono tutti problemi dipendenti da terze parti su cui si ha poco controllo. Per quanto tu possa essere un’azienda seria e progettata bene, ci sono delle variabili su cui non puoi dare la garanzia al cliente e non possono far parte della tua strategia di attacco.

    Molto spesso queste terze parti danno la loro opinione, o il loro giudizio o il loro servizio del c….o compromettendo tutto quello che di buono fa la tua azienda

    Nel caso della dogana, ad esempio, non puoi scegliere con quale lavorare perché sono un servizio pubblico: quelle sono e quelle rimangono! 

    Oppure problemi di traffico/meteo (poco prevedibili) che limitano molto la “promessa” fatta al cliente.
    Problemi di compagnia aerea.
    E tutto questo nonostante tu paghi un servizio TopClass con delle tariffe molto alte.
    Appena il servizio non va come promesso ovviamente il cliente ti si appiglia subito!

    Oppure quando si parla di ritardi delle navi, quando la compagnia navale decide, senza preavviso, di scaricare i container nei porti del mondo e la merce ti ritarda di settimane intere.

    Piuttosto che il far fronte a “errori di carico” sui camion, merce dimenticata nei magazzini da parte dei vettori.

    Insomma, un macello! 

    Non voglio fare la solita solfa “il mio settore è differente” ma vorrei sapere una vostra opinione, per quanto possibile, su cosa fareste (nel caso in cui foste obbligati ) se doveste aprire una azienda di trasporti internazionali (non di vettori o trasportatori, che sono cose diverse) dove, per quasi tutte le procedure, sei costretto a dipendere da agenti esterni come dogane, corrieri, compagnie aeree e navali, magazzini di stoccaggio, e sei letteralmente alla mercé di queste ultime per prezzi e per tipologia di servizio.

    Già un altro ascoltatore vi aveva chiesto “cosa fareste se doveste aprire un ristorante” in un precedente podcast ma mi piacerebbe avere in questo caso un vs. punto di vista su un settore complesso e pieno di variabili (almeno per la mia mente limitata) dove è impossibile avere il totale controllo di quello che succede.

    Grazie comunque.

    Andateci liberi con le eventuali infamate e continuate così 
    Ale

    Reply
  27. Genny

    Negli ultimi due mesi ho incontrato 5 formatori, motivatori ed esperti presunti di marketing a tre incontri organizzati da Camcom e Ascom, incontri ai quali sono andata per “amicizia”.
    A fine eventi ho fatto un piccolo test e sono andata a chiedere personalmente a tali esperti se conoscono Frank Merenda e Piernicola De Maria (già conoscevo la risposta, dati gli interventi).
    Ovvia la loro risposta: “Chi?”. E la mia: “Si vede!”.
    Confesso: la sindrome della professoressa ha avuto il sopravvento, ma come non averla, dopo tante cazzate sparate?
    Cioè, é un anno che vi seguo (lentamente ma violentemente), penso di aver imparato solamente lo 0,003% del vostro 100%, ma porca puttana come fa già la differenza.
    Avanti così!
    Siete i soliti delinguenti straordinari!!
    E per quanto riguarda la dieta paleo di Frank: sarà anca cassi sui cossa che el magna!

    Reply
  28. Carlo

    Ciao ragazzi, avrei alcune domande per voi:

    1) Qual’ è il parametro giusto per valutare l’autorevolezza di un formatore? Cerco di specificare la domanda: Francesco sul blog ha scritto che ha speso molti soldi inizialmente per formarsi, andando a seminari o a corsi di formazione dove ha incontrato sia formatori spazzatura sia dei veri e propri professionisti.
    In base all’esperienza accumulata fino ad oggi, ci sarebbero dei parametri di scelta specifici a cui fareste ricorso per non incappare in “cocciatori trash”? Questi parametri sono applicabili in altri settori oppure ognuno ha i suoi parametri di scelta?

    2) Dopo circa vent’anni, Anthony Robbins fa uscire un nuovo libro, stavolta incentrato sul business, dalla bellezza di 650 pagine, andando a collocarsi a quanto sembra tra eker, kiyosaki, cunnigham, robert allen e compagnia varia, quindi in un settore già straoccupato.
    Facebook ha annunciato che sta preparando una versione “pro” della sua piattaforma che sarà dedicata dedicata al mondo del lavoro per competere con siti come LinkedIn e Yammer.
    La domanda è questa: sul blog o nei webinar, Francesco parlava di cercarsi una nicchia specifica. Vale anche per le grandi aziende oppure per loro è un caso particolare in quanto hanno un brand particolarmente affermato ed una montagna di soldi che possono permettersi di collocarsi in settori specifici già occupati?

    2a) Se la risposta è “anche per le aziende o per le multinazionali è lo stesso discorso”, come mai non lo fanno?

    3) Quali sono dei bei libri impegnativi che consigliereste di leggere? In particolar modo dei saggi.

    4) Una mia curiosità: come mai piernicola non hai un tuo blog? sono andato sul tuo sito piernicola.com ma non ho trovato nulla, solo una paginata bianca.

    I miei più sinceri complimenti ad entrambi per la vostra chiarezza espositiva sia scritta, sia orale, che si percepisce leggendo i vostri post sul gruppo, i vostri articoli o i vostri file audio.
    In particolar modo si nota soprattutto nel gruppo o nel blog tra chi fa domande o commenti e chi risponde (in questo caso voi), dimostrando di avere idee estremamente chiare.

    Reply
  29. Francesco

    Ciao Frank e Piernicola, ho finito da qualche giorno di ascoltare tutte le puntate di Business Caffeina.

    Ce secondo me non è che siete bravi, di più!

    Anche se ho solo 17 anni, solamente con il vostro podcast mi avete regalato esperienza che avrei acquisito in 10 anni, forse anche di più!

    Sono sempre stato molto appassionato al business sin da piccolo, però da circa 6 mesi studio marketing online.

    Quando mi sono imbatutto in voi è stata una vera illuminazione, non mi avete solamente insegnato delle cose, ma avete stravolto in meglio il mio modo di pensare!

    Il mio obbiettivo appena compiuti 18 anni è partecipare a VV e questo momento sto cercando la leva più forte per raccimolare i soldi per il corso!

    Siete grandi continuate così!

    Reply
  30. Nicola

    Salve , sto ascoltano in ordine tutte le puntate, davvero molto interessanti, complimenti! La domanda che volevo porvi io é: come la vedete una laurea in economia e marketing? Puó aiutare un imprenditore a partire un passo avanti rispetto agli altri? Grazie

    Reply
    1. Fabio

      Ciao Stefano,

      Mi sembra è stato un argomento toccato nel Podcast Numero 4! 🙂

      Prova a controllare 🙂

      Reply
  31. Stefano

    Buongiorno Frank e buongiorno Piernicola.

    complimenti per tutti i podcast: li ho ascoltati tutti almeno 2 volte (alcuni fino a 5) e ogni volta mi rimane un pezzo in più.

    Fantastico.

    Una domanda riguardo un argomento che non avete (ancora) trattato che mi è sorta dalla lettura di questo articolo

    http://www.quicksprout.com/2014/12/10/how-spending-162301-42-on-clothes-made-me-692500/

    Premesso che ovviamente bisogna saper fare qualcosa (e saperlo fare bene) qual è la vostra esperienza riguardo al fatto che “l’abito fa il monaco eccome”?

    Grazie e ancora supercomplimenti!!!!

    Stefano

    Reply
  32. max

    Buonasera Frank +Nicola Mennaria 🙂
    ho seguito tutti i podcast veramente fantastici ! tante idee e spunti avete fatto tabula rasa indo’ o business!
    Domanda TEcnica : con quale software registrate il Podcast ? il post produzione sempre con lo stesso software ?
    Qual’e’ il marchio dei microfoni che usate?
    saluti e grazie
    Max

    Reply
  33. Fabio

    Ciao Frank e ciao Piernicola complimenti e grazie per le informazioni preziosissime che divulgate gratuitamente!!

    Purtroppo ho buttato qualche euro di troppo sul Guadagna con le mie passioni e hark ever ma Grazie a voi ho finalmente trovato la rotta giusta da seguire! (non insultatemi per il mio passato 🙂

    Ora Sto divorando questo podcast e il blog di Frank e alla prossima ristampa mi arriveranno i vostri libri 🙂

    Ho due domande che magari potrebbero anche essere prese come tema di un vostro prossimo podcast!

    Eccole:

    1. Riguarda le testimonianze… C’è un momento preciso e una modalità corretta per chiederle oppure aspettiamo che arrivino spontanee?

    2. “Lo scopo fondamentale di ogni azienda é creare clienti e mantenerli.” (Peter Drucker)
    Che idee e strategie utilizzate per mantenere i vostri clienti?

    Grazie ancora per tutte le informazioni che date 🙂
    Fabio

    p.s. sto mettendo da parte i soldi per diventare anche io un VV!!

    Reply
  34. Giovanni

    Ciao Pier e Frank,
    sono un ragazzo di 20 anni, vi seguo da qualche mese e volevo farvi i miei complimenti e ringraziamenti per quello che fate. Per la mia giovane età, sento i vostri spunti e la vostra visione del mondo come qualcosa che determinerà la mia vita e vi prendo come modelli da seguire.
    Avevo una domanda per Frank: Mi ricordo che da qualche parte dicevi che per partecipare a VV non serviva necessariamente essere ancora Venditori, ma che ci si poteva partecipare anche se al momento si è disoccupati o altro. Confermi? Io infatti sono studente, però in vista di quello che mi piacerebbe fare, partecipare al tuo corso per poter diventare il prima possibile un tuo studente mi entusiasmerebbe molto e sto cercando di racimolare in tutti i modi dei soldi da dedicare alla formazione con te.
    Avevo una domanda anche per Pier: Tu che sei più orientato verso la formazione e lo sviluppo personale, cosa ne pensi della tematica dello “scopo nella vita” ? Essendo in una fase di molti cambiamenti nella mia vita è un periodo che me lo domando spesso e cerco di guardarmi dentro cercando una risposta. Secondo la tua esperienza ed il tuo parere tutte le persone hanno uno scopo nella vita, per il quale sono chiamate a realizzarsi? Intendo se secondo te, dovremmo essere alla continua ricerca della nostra “vocazione” ( presupponendo che esista per tutti) per poi realizzarla oppure mi domando se il nostro scopo sia semplicemente quello di assicurarsi la migliore sopravvivenza possibile realizzandosi dal punto di vista sentimentale/relazionale, di rimanere in buona salute, e possibilmente di guadagnare bene nel modo che più riteniamo corretto ed efficace (sicuramente la strada imprenditoriale è una scelta privilegiata per questo) . Tu come la pensi? Se hai voglia di rispondermi in un podcast approfondendo l’argomento mi farebbe molto piacere e spero sia utile anche ad altre persone che magari non si sentono realizzati ed “in linea ” con se stessi per quello che stanno facendo.

    Vi Ringrazio nuovamente di cuore e spero in una vostra risposta,
    Giovanni

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