Episodio 11: A ruota libera

In questo episodio Frank e Piernicola sono a ruota libera.

Prendendo spunto da alcuni commenti e alcuni eventi, vengono esplorati alcuni temi importantissimi come:

  • Perche’ Mario Balotelli ha ragione quando dice che…
  • Autorita’ e rispetto dell’autorita’. E perche’ questo conflitto ti limita.
  • L’importanza di non prenderla sul personale nel Business.
  • Cosa fare se ti fa schifo la tua azienda?
  • Business Caffeina non e’ un podcast di politica, quindi…
  • La democrazia della crisi
  • Il diverso approccio di campioni e brocchi quando si tratta di ricevere consigli
  • Dobbiamo tutti fare i venditori o gli imprenditori?
  • La “croce” da sopportare per il successo

Ma stai ancora leggendo la lista?  Vola su iTunes e scarica Business Caffeina!

Buon ascolto e se non lo hai ancora fatto e ricorda di metterci un commento qui sotto o una splendida recensione su iTunes 🙂

 

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Prima di lamentarti, ricorda che noi dedichiamo 3/4 ore a settimana alla creazione di questi materiali gratuiti.
L’unica rottura che tu hai e’ quella di scaricare un software per poter ascoltare.
Direi che se non sei disposto a soffrire un po’ per installare iTunes non li meriti nemmeno.
(PS Mio papa’ a 66 anni mi ascolta su iTunes senza problemi :-))

Nel caso fossi piu’ impedito di mio padre ecco il video che il grande Alessandro Vignolo ti ha preparato per farti vedere come scaricare iTunes se hai Windows.

 

41 thoughts on “Episodio 11: A ruota libera

  1. Piero

    Gentilissimi Frank e Piernicola, per quanto riguarda la ricerca di lavoro dipendente, ritenete che la formazione professionale ( stile VV per intenderci ) possa dare ad una persona che parte da 0 la possibilità di competere ( non dico ad armi pari ma quasi ) con candidati che hanno più esperienza ma sono privi di metodo?

    Grazie, siete grandissimi!!!

    Reply
    1. Piernicola De Maria Admin Post author

      Ciao Pietro,
      la verita’ e’ che… dipende.

      VV + molta pratica e lavoro possono fare miracoli anche su chi inizia.

      VV senza pratica e lavoro, no.

      Ciao!

      Reply
    2. Frank Merenda Admin

      Io penso in cuor mio che NON bisognerebbe cercare un lavoro dipendente. Oggi più che mai.

      Essere un dipendente oggi significa solo essere l’anello debole della catena, la persona più a rischio di tutte e quella con meno controllo sul proprio futuro.

      Essere dipendente è il modo più stupido di interpretare il lavoro. Con questo non voglio offendere i dipendenti (al solito) sul personale. Dico che LA MODALITA’ di lavoro è stupida, non la persona.

      Reply
      1. Luca

        Parole sante Frank !!!!!
        Oggi non esiste il lavoro dipendente esiste la schiavitù mascherata da una parvenza di tranquillità…non tua ma del tuo datore di lavoro(detto anche BADRONE BIANGO)
        Io sono stato dipendente fino al 2010
        Quando credevo di essermi sistemato l’azienda mi ha fatto fuori assieme ad altri 70 venditori chiudendo 40 filiali in tutta Italia ….sparendo con i nostro soldini.

        Ciao

        Reply
        1. Frank Merenda Admin

          Non mi sembra un concetto difficile di capire, a parte per qualche persona più ottusa di un blocco di tufo che non distingue il proprio buco del culo dal muso di una renna.

          Reply
      2. Arch. Giuseppe Barra

        La ricerca del lavoro dipendente, soprattutto oggi in questa realtà, si basa essenzialmente sulla presunta mancanza di lavoro e prospettive future. Si rincorre la sicurezza del posto fisso, con stipendi ai minimi della vivibilità, pur di avere la tranquillità giornaliera. Della serie: meglio poco, maledetto, ma subito e sicuro.
        La forma mentis del posto fisso è una piaga che porta a vedere nei comuni x esempio, gente obesa che sbuffa e non fa una beata minchia. Tutti i giorni sono uguali facendo le medesime cose. La creatività e l’immaginazione, oltre che alla prospettiva e alla crescita, va a farsi benedire.

        Reply
  2. Fabrizio

    Ciao Pier sono Fabrizio di Castellanza (VA) ,volevo farti anzi FARVI dato che c’è anche Frank 😀 i miei complimenti per i podcast,son fatti davvero molto bene e “ricchi” di originalità.

    Volevo sapere cosa ne pensate dei comproro o meglio del leader del settore (nome cancellato per non fare pubblicita’) ?

    Un abbraccio Fabrizio!

    Reply
    1. Piernicola De Maria Admin Post author

      Fabrizio la mia opinione e’ che non ho una opinione.

      Ma Frank e’ appassionato di metalli preziosi, per cui ti puo’ rispondere lui sia qui che nel prossimo podcast.

      Reply
    2. Frank Merenda Admin

      Ciao Fabrizio, ti rispondo volentieri ma dovresti abituarti a formulare con maggior precisione le tue domande. Cosa intendi per “cosa ne pensate”? Spero tu ti renda conto che come domanda non significa nulla.

      Cosa ti interessa sapere nello specifico o su quale aspetto di tali attività ti interessa la mia opinione?

      Ciao!

      Reply
      1. Fabrizio

        Intendo come tipo di business il “franchising” comproro è una buona soluzione?

        Reply
        1. Frank Merenda Admin

          Fabrizio, la maggior parte dei compro-oro sono attività aperte da personaggi poco “nobili” per ripulire denaro di provenienza incerta. In generale non richiede competenze, quindi a parte tutto non rispetta la regola della “soglia di ingresso” per essere un buon business.

          In parole semplici, è un business che come le sigarette elettroniche può aprire chiunque senza saper fare un cazzo, quindi non è buono per definizione.

          Reply
      2. Paola

        Scusami allora un povero diavolo che muore di fame cosa deve fare? Gli dai tu i soldi per mettersi per conto proprio?

        Reply
        1. Frank Merenda Admin

          Paola queste domande mi hanno veramente rotto il cazzo. Se sei un povero diavolo che muore di fame probabilmente hai dei problemi che io non posso risolvere nè mi interessa farlo. C’è la caritas, ma non è un problema di lavoro dipendente o autonomo. Se muori di fame significa che non sai produrre valore per nessuno e il tuo scopo nella vita è attaccarti come una zecca sulla schiena di qualcuno e rubargli uno stipendio.

          Reply
          1. Paola

            Benissimo allora come mai gli imprenditori assumono “ZECCHE” in cina? E quelli cosa sono MANAGER? O sono dipendenti?

            Sei solo un incoerente della minchia,tu stesso hai detto che hai fatto “il buttafuori”, “consegne pizze” perchè giustamente hai detto nel podcast,non sapevi come cazzo mantenerti!e quelli cos’erano lavori IMPRENDITORIALI?

            E’ che a te danno fastidio questa è la verità,perchè finchè vanno bene “BENEDIAMO gli OPERAI CHE CI DANNO UNA MANO” poi quando non servono più diventano zecche succhiasangue.Questo non va bene! Peccato che di quelle zecche ti servi anche tu nelle tue aziende.Visto che è cosi perchè non li licenzi allora?

            Io NON intendo dire di fare il DIPENDENTE a vita,ma nel frattempo bisognerà pur mangiare o no?

          2. Frank Merenda Admin

            Ma perchè devi per forza rompere il cazzo a gratis? Pare ovvio e l’ho detto 1000 volte pure nel podcast che QUALUNQUE lavoro va bene per partire.

            Però tu devi rompere il cazzo e tirare fuori la lagna di chi muore di fame, come se centrasse qualcosa con il mio podcast nel quale insegno a fare business.

            BUSINESS, capisci business? Non sono un sindacato, non mi batto per i diritti dei lavoratori e non sono un cazzo di ufficio di collocamento. Capish che sei nel posto sbagliato a combattere la battaglia sbagliata con la persona sbagliata? Basta cazzo.

  3. Arturo

    Ciao Ragazzi ,
    può darsi che dico una sciocchezza ma voi ci sarete all ‘ expo 2015 di Milano ?
    sarei davvero felice di incontrarvi ad un evento informale stile business caffeina.
    Intanto aspetto con gioia una Vostra considerazione. Spero ci possa davvero essere un evento per incontrarci dal vivo anche per chi non è Imprenditore ma stà cercando di capire dove trovare la sua strada.
    Benedico tutti voi.
    Arturo

    Reply
  4. Fulvio Dominici

    SIETE FANTASTICI!
    Non ho mai goduto recentemente come nel delibare tutti i vostri podcast!
    E dire che sono etero.
    Mi piace tanto (50) specialmente la vostra apparente ‘politically scorrectness’ e il turpiloquio. Poi nei contenuti siete più corretti, gentili e simpatici di milioni di sepolcri imbiancati che parlano forbito.

    Se posso metterci anche la mia: CI AVETE ROTTO IL CAZZO! Ci avete rotto con il piagnisteo e Business Caffeina è uno dei pochi salvagenti che vi lanceranno, CAZZO! Qundi muti e ringraziare.
    A proposito di ringraziamento: siccome mi date spunti e ‘insight’ davvero interessati che collimano pure perfettamente con quanto ho sperimentato in anni di imprenditoria, vorrei davvero fare qualcosa anche io per voi.
    Prima di tutto vi invito a cena perchè mi farebbe TANTO piacere parlarvi e scambiare qualche pensiero.

    Su base pratica, poi, vi offro le tecnologie sviluppate dalla mia fondazione per la grafica 3D realtime interattive e il mondo mobile. Si tratta di software che consentono di creare videogiochi con i quali abbiamo una vasta esperienza di sviluppo di applicazioni ‘serie’, secondo me molto utili per i vostri prodotti.

    Nel campo mobile abbiamo anni di esperienza ed una piattaforma che consente lo sviluppo rapido di app che possono essere scaricate direttamente dal web, al di fuori dei normali farraginosi store, e funzionano su TUTTI gli apparecchi.

    Non pubblicate la mia email o il mio sito, perchè questa NON è una pubblicità surrettizia, ma una reale offerta di collaborazione. Vi faccio il videogame e le app gratis, perchè siete dei grandi e sarebbe un onore lavorare con voi.

    Ciao e continuate il grande lavoro!

    Reply
  5. Loris

    Ciao ragazzi
    complimenti e grazie per il bel podcast.

    Avevo una domanda sulla vendita.
    Di solito il focus è sulla vendita di prodotti che in un modo o nell’altro risolvono un problema del cliente; cosa cambia nella vendita di prodotti legati al mondo dell’entertainment? Cioè in situazioni in cui non si può fare leva sul “pain” del cliente?
    In poche parole esiste un modo per stimolare una domanda da “gente affamata” anche in settori come cinema, musica, ecc. ?

    Saluti
    Loris

    Reply
  6. Marco

    Ciao ragazzi, da quello che si evince dal podcast avete entrambi aziende molto snelle in termini di personale (correggetemi se sbaglio) : niente dipendenti e al loro posto dei freelancer (suppongo con partita iva?).

    Se avete voglia, potreste dedicare una puntata ad approfondire l’argomento? Non tanto il discorso dell’outsourcing in generale che mi è piuttosto chiaro, quando il come organizzate queste persone nella pratica, ad esempio:
    – li pagate sempre a risultati o in certi casi a ore?
    – lavorano solo per voi o anche per altri?
    – al freelancer in molti casi piace essere “free”, come coniugate questo con la necessità di tenere “legate” alcune figure chiave all’interno dell’azienda? Come può passare un freelancer da lavorare per diversi clienti a focalizzarsi solo con voi (se così accade) Non gli fa strano ?
    – non avete mai la necessità di vedervi di persona, buttare giù idee, fare brainstorming, ecc. ecc.?

    Scusate le troppe domande ma è colpa vostra che mettete curiosità! 🙂 Grazie per l’attenzione e compimenti!

    Reply
  7. Andrea

    Ciao ,
    mi avete già sfanculato in passato quindi inutile che cercate la mail o l’IP….
    a parte gli scherzi volevo un consiglio pratico. Io lavoro per una azienda che
    pur non lavorando su tutti i cardini descritti da Frank ( prima il Brand, poi il Marketing
    , poi il sistema di vendita) , ha un discreto Brand e fornisce appuntamenti presi dal call
    center. Io mi trovo molto bene ma più di questo non posso fare…. alla fine l’unica attività
    che mi viene in mente (non vi arrabiate) è il network marketing….cioè io sto cercando un’attività
    che mi dia di più (provvigioni ricorrenti) ed ora invece vendo, vendo, ma se smetto finisce tutto…
    Ok , datemi del coglione e subumano ma non toccate per piacere laa famiglia 🙂

    Reply
  8. Matteo C

    Non ho finito di ascoltare il podcast ma già alla prima mezz’ora mi avete eccitato così tanto che mi sono sentito in dovere di ringraziarvi.
    In merito a quanto dite all’inizio sul fatto dell’autorità e del problema dell’italiano incapace di scindere i fatti personali dal business, come dice frank ha natura soprattutto culturale.

    Purtroppo l’italiano medio non solo è poco intelligente ma ha anche un ego enorme. Le cause di ciò non so dove andrebbero ricercate, probabilmente nelle nostre radici cattoliche di poveri peccatori, in ogni caso è un dato di fatto.

    Se hai un ego enorme ma sei intelligente, ti puoi salvare; se non sei particolarmente intelligente ma con un ego sano e ben dimensionato, ti puoi salvare lo stesso. E’ quando un ego enorme ad associarsi ad un’intelligenza medio-bassa che iniziano i problemi ed è così che si creano tutti questi mostri come il tizio che vi ha commentato nell’episodio precedente.

    È un problema molto italiano, perché se è vero che l’intelligenza è a-culturale, certo non lo è, o solo in parte, la megalomania, che invece molto dipende dalle radici culturali.

    Reply
  9. Matteo C

    Ciao ragazzi. Non ho finito di ascoltare il podcast ma già alla prima mezz’ora mi avete eccitato così tanto che mi sono sentito in dovere di ringraziarvi.
    In merito a quanto dite all’inizio sul fatto dell’autorità e del problema dell’italiano incapace di scindere i fatti personali dal business, come dice frank ha natura soprattutto culturale.

    Purtroppo l’italiano medio non solo è poco intelligente ma ha anche un ego enorme. Le cause di ciò non so dove andrebbero ricercate, probabilmente nelle nostre radici cattoliche di poveri peccatori, in ogni caso è un dato di fatto.

    Se hai un ego enorme ma sei intelligente, ti puoi salvare; se non sei particolarmente intelligente ma con un ego sano e ben dimensionato, ti puoi salvare lo stesso. E’ quando un ego enorme ad associarsi ad un’intelligenza medio-bassa che iniziano i problemi ed è così che si creano tutti questi mostri come il tizio che vi ha commentato nell’episodio precedente.

    È un problema molto italiano, perché se è vero che l’intelligenza è a-culturale, certo non lo è, o solo in parte, la megalomania, che invece molto dipende dalle radici culturali.

    Reply
  10. Ilian

    Ciao ragazzi, vi chiedo una cortesia per i prossimi podcast, non parlate più di sta gente. Non è giusto che chi vi segue deve perdere tempo a sentire le lamentele di gente che non verrebbe assunta a lavorare nemmeno alle giostre per fare da “calcinculo”.

    Detto questo ho una domanda che magari potreste usare come spunto in quei 5 minuti quando vi trovate e dovete decidere di cosa parlare. Diciamo che sto riuscendo a generare sistematicamente un profitto, vorrei investire una parte di questo profitto e farlo crescere ma non ho idea di cosa fare. Nella mia ignoranza seguo il consiglio di Warren Buffet “investi solo in quello che capisci” e quindi reinvesto nella mia attività ma vorrei diversificare.

    Voi ragazzi diversificate i vostri investimenti oltre a reinvestire nelle vostre aziende? Avete dei consulenti che vi seguono e che vi consigliano?

    grazie

    Reply
  11. Konstantin

    Frank, Pier,

    grazie del nuovo Podcast. Una sola osservazione: capisco che dovete ribattere i commenti che vi attaccano, ma dedicategli magari meno tempo, altrimenti a noi, gente che apprezza ciò che fate, tocca sentir parlare de sti rompicojoni per decine di minuti.

    Da parte mia, avrei un domanda da porvi con una premessa.

    La premessa.
    Vi seguo da ormai 5 mesi e il 13 giugno sarò al corso VV (tra l’altro, mi spiace un sacco che Pier non ci sarà). Da 2 mesi ho cambiato l’azienda dove sto finendo la mia formazione per diventare operativo come Export Area Manager. L’azienda è piuttosto aperta alle innovazioni, ma più che altro ciò che riguarda i processi produttivi e in misura minore al Marketing (diciamo percepisce il Marketing solo come un costo tant’è vero che su 135 dipendenti c’è una sola persona dedicata al Marketing). La prossima settimana (quindi prima del corso VV) ho organizzato, su mia stessa iniziativa, un incontro con la Responsabile Marketing, il Responsabile Commerciale Estero e il Direttore Generale (nonché proprietario) un incontro in cui ufficialmente parlerò dei 2 mesi trascorsi in azienda, ma in realtà vorrei affrontare il discorso dell’innovazione anche dei processi di Marketing (ho parlato preventivamente con i Resp. Marketing e Comm. Estero e ora sono coalizzati con me). La mia preoccupazione è trovare la giusta misura in cui presentare le innovazioni (differenziazione, leads generation, DM, orientamento alla concorrenza ecc.), considerando che in azienda non c’è neanche un’analisi di mercato (me la sto facendo da me), giusto per farvi capire il livello. Vorrei comunque di iniziare a presentare queste idee al Direttore Generale in modo graduale.

    La domanda: Quale potrebbe essere la gradualità con cui presentare ed introdurre i nuovi concetti in un’azienda di vecchio stampo arrivata cmq allo stadio dell’orientamento al cliente (almeno sulla carta)?

    Non potendomi permettere di mettermi in proprio, devo per ora scendere a compromessi e fare il dipendente per cui ci tengo a questo posto di lavoro. Quindi mi trovo tra due fuochi: da una parte non voglio lavorare in un’azienda completamento arretrata e vorrei cambiare le cose, dall’altra, invece, Ho paura di strafare e bruciarmi sin da subito.

    Scusate per la lunghezza della domanda.
    Grazie tante in anticipo.
    Konstantin (er finto romano ucraino)

    Reply
    1. Frank Merenda Admin

      Personalmente non saprei risponderti. Non ho mai preso uno stipendio in vita mia. Ho il rigetto del lavoro dipendente e ho schifo assoluto nel dover dipendere per l’attuazione delle mie idee dall’opinione di un rubastipendio testa di cazzo che è più in alto di me in azienda.

      Per questo faccio l’imprenditore. Decido io, sbaglio io, ma quando ho ragione vinco io ( e vincono tutti i miei ragazzi).

      Reply
      1. Konstantin

        Ritenevo di aver fatto una domanda “tecnica” che potesse interessare più persone. Evidentemente sbagliavo.

        Per quanto riguarda il lavoro dipendente per tua fortuna hai avuto molto presto la tua illuminazione, intraprendendo da subito un percorso alternativo a quello tradizionale (“andare a scuola/ università, applicarsi nello studio e trovare un buon lavoro”). Per la mia sfortuna per 10 anni ho inseguito proprio quel modello tradizionale investendo tutto quell’enorme tempo e tutti i soldi che guadagnavo nell’istruzione appunto tradizionale per poi trovare un buon lavoro dipendente (negli anni ’90 nel mio paese natio, Ucraina, avevo visto da ragazzino troppi neoimprenditori fallire e mi ero fatto idea sbagliata dell’imprenditoria).

        Ora mi rendo conto di aver commesso un gravissimo errore. Ma è così. Non ho avuto né l’illuminazione spontanea precoce né un padre ricco che mi potesse illuminare prima. Attenzione: NON MI STO LAMENTANDO. Questa semplicemente è la mia situazione, è il mio punto A.

        Il punto B è diventare un imprenditore e quindi padrone di me stesso (chiaramente con tutti i privilegi e le responsabilità che ne conseguono). Per effettuare il passaggio al punto B occorrono, però, le conoscenze specifiche e i soldi. Sto lavorando 25 ore al giorno su entrambi.

        Tu, Frank, sei stato (e ovviamente lo sei ancora) un acceleratore di questa presa di coscienza, il mio saggio “padre ricco”, e te ne sono immensamente grato.

        Grazie alle conoscenze specifiche che ho già acquisito leggendo i tuoi articoli e che acquisirò al prossimo corso VV riuscirò a realizzare ancor meglio la mia mission, vale a dire, ringraziare l’Italia di quanto mi ha dato esportando il Made-in-Italy nel mondo e in tal modo contribuendo alla sua INEVITABILE ripresa economica!

        Reply
        1. Frank Merenda Admin

          Konstantin, la mia risposta, per quanto diretta come mio solito, non è una critica a te, ma un bagno di umiltà da parte mia.

          Nel senso che dovresti diffidare dai “guru” che hanno sempre la risposta pronta per tutto. Io quello cose che tu dici non le ho mai fatte, quindi non ho idea di come potrei aiutarti. Certo, potrei citare qualche frase fatta letta da qualche parte ma non sarebbe la stessa cosa.

          Comunque per risponderti vorrei farti notare una cosa: non sempre è possibile ottenere quello che si vuole.

          Tu in sintesi mi hai chiesto: “Ho guidato 10 anni della mia vita ubriaco spesso prendendo strade contromano di notte. Questo finchè non ho fatto un frontale che mi ha messo sulla sedia a rotelle. Come faccio ora a correre i 100 m che sono la mia passione?”

          La mia risposta va da “Che cazzo ne so” a “Non puoi”.

          Secondariamente, io non conosco la persona a cui fai riferimento. Quindi non posso risponderti perchè non c’è UNA risposta.

          In sintesi, devi “vendergli” una tua idea ( o meglio, un insieme di idee). Se tu fossi un Venditore Vincente, sapresti come fare. Sapresti cioè adattare la tua comunicazione al tuo interlocutore e capire come presentare le argomentazioni in maniera digeribile per lui e motivante.

          Oppure capiresti al volo che non c’è trippa per gatti, e semplicemente lasceresti stare.

          In ogni caso, non essendo tu un mio studente, non c’è risposta alla domanda “come faccio…”. O almeno io non ce l’ho 😉

          Reply
          1. Konstantin

            Grazie, Frank. 🙂 Hai ampiamente risposto alla mia domanda: spesso non serve la soluzione, ma la presentazione del problema da un’angolazione diversa.

            E’ vero che non sempre è possibile ottenere ciò che si vuole, ma… “aspirando all’impossibile, si ottiene il massimo possibile” (è un motto che mi accompagna lungo tutta la mia vita e non sarà di certo una temporanea e soggettiva “sedia a rotelle” ad impedirmi ad aspirare di diventare un corridore fuori classe).

            Spero e mi sto impegnando per diventare un Venditore Vincente capace di creare valore aggiunto. Spero inoltre di diventare presto il tuo unico studente con la conoscenza del russo, inglese e cinese che oltre ad imparare cercherà nel suo piccolo di dare sempre valore aggiunto anche a te e alla tua squadra.

            Al momento il mio piccolissimo valore aggiunto apportato è quello indicato nella mail che ti ho inviato il 03 giugno 2014 alle ore 02:07 con oggetto: Ringraziamento + suggerimento.

  12. Arturo

    Ciao Ragazzi di nuovo grazie alla n per avermi illuminato anche stavolta su corsi e formazione in genere.
    Proprio ieri ascoltavo un video di un vostro collega (Dario) in cui parlava del successo rapido dei podcsat italiani in ambito formazione/business.
    Spiegava anche della potenza della lista e di dare alle persone solo ciò che vogliono.
    Siccome voi avete già spento undici candeline , cosa ritenete sia stato davvero determinante per essere così ascoltati ?
    Ed inoltre chi vuole iniziare a costruirsi un piccolo business pensate dabba partire prorpio dal sito e da una corposa lista o deve aggiungere altri ingredienti ?
    Ovviamente mi riferisco alla fase di decollo del business e quindi agli sforzi iniziali per farsi conoscere.
    Grazie mille,
    Arturo

    Reply
  13. Agostino

    Ciao ragazzi,
    ho spesso sentito da varie persone (e anche da voi nel podcast),
    che il successo nella vendita non è dato per forza dalla qualità del prodotto o, per lo meno, non è fondamentale.

    In questi giorni sto leggendo “La Mucca Viola” di Seth Godin che invece dice di creare un prodotto straordinario, e che è l’unico modo per farsi spazio al giorno d’oggi nel mercato.
    Ho le idee un pò confuse a riguardo…

    Tra l’altro nel podcast Frank diceva che tra tutto il materiale di formazione in cui ha investito, una buona parte di questi soldi è finita nel cesso 😀 Seth Godin per caso è uno di questi autori?
    Grazie mille!

    P.S: “Cazzo mi modelli Michael Jordan”, citazione di Piernicola, mi ha regalato 10′ di vita, grazie ahahah!

    Reply
    1. Frank Merenda Admin

      Seth Godin deve rimanere con i suoi libri nella sezione “scarico del cesso”. Un concetto, spesso fuorviante o iper-sempificato, ripetuto per tutto il libro. E tutti gli esempi sono forzati per mostrare credibilità,quando il successo delle aziende che cita nel 99% dei casi deriva da altro.

      Reply
  14. giorgio

    Ciao ragazzi, volevo farvi in complimenti per i podcast, sono veramente pazzesci, e densi di informazioni di qualita. Io sono un semplice dipendente, appassionato di marketing, e come molti altri, sono una persona ambiziosa che sogna di fare l’imprenditore, sia a livello economico, ma soprattutto a livello di autorealizzazione personale (spero che su questo punto frank non sia troppo cattivo, anzi potrebbe essere un’argomento da podcast… )

    Volevo farvi 2 domande, che penso possano interessare molti, ed magari essere approfondite in qualche podcast futuro

    1 – Ho alcune idee di business, di attività che “SECONDO ME ” potrebbero portare un buona guadagno. Vorrei capire quali di queste, potrebbero essere piu profittevoli, per sceglierne 1 e metterla in pratica.

    Come posso capirlo? Con una squeeze page, cercando di capire a che livello di percezione il problema è sentito, mandandogli traffico con adword e facebook ads (come dice pernicola, buttando qualche centinaio di euro per ogni attivita) ovviamente tutto organizzato in stile direct marketing. Oppure avete qualche altra idea per fare un test di mercato piu o meno veritiero, per selezionare l’attività più profittevole tra la idee che ho?

    2 – apparte queste idee di business che richiederebbero un’analisi dettagliata, soprattutto a livello di idea differenziante, c’è un’altra attività che sta attirando la mia attenzione : i franchising : so che ha appena aperto postapower, e penso che nel giro di qualche anno l’italia sara invasa dagli uffici postapower, e sono molto contento per marco che stimo molto come marketer e copywriter

    Cosa ne pensate dei franchising e quali sono le regole per trovarne uno efficace che possa essere veramente profittevole?

    Vi ringrazio ancora di tutto, siete 2 persone fantastiche che mi stanno dando veramente degli ottimi spunti per programmare il mio futuro, lavorativo economico e privato.

    Reply
  15. Oscar Bellandi

    Ciao Francesco e Piernicola,
    non commento mai, anche se su tutti i vostri podcast mi si sono accesi dei LED nel cervello.
    Questa volta però ha toccato decisamente un mio nervo scoperto, siccome riguarda la formazione.
    Mai come quest’anno ho investito tanto, sia in termini di tempo che di denaro, e qualche domanda me la sono anche fatta.
    Ho iniziato ad appassionarmi di formazione (non universitaria/scolastica) nel 2010, da allora mi sono cimentato dalle tecniche di memoria, alla crescita personale, al trading ed ora anche la vendita.
    Ho avuto dei momenti in cui mi sono chiesto: ” se continuo a formarmi su tutti questi ambiti, quando metterò in pratica, in modo eccellente, una delle cose che ho imparato?”
    Dopo questo vostro podcast, ho avuto la mia conferma: l’eccellenza sta nel tessere la tela ( questo ovviamente vale per me e per quello che voglio pensare).
    Seguendo il corso della MC3, mi rendo conto di quanto la formazione fatta fin’ora è un enorme puzzle di cui per ora non vedo il contorno … e forse non lo vedrò mai, ma ci trovo una bellissima immagine centrale.
    La mia rete di conoscenza si sta intrecciando ed è una sensazione stupenda.
    A presto e grazie di tutto.
    Oscar Bellandi

    Reply
    1. Frank Merenda Admin

      Grande Oscar. L’importante è che ti fai appioppare da me. Per il resto sei libero 😀

      Reply
  16. Claudio

    Ciao Frank, ciao Piernicola,
    Complimenti per i podcast, mi hanno creando dipendenza, li ho sentiti tutti e aspetto sempre con ansia l’uscita dei nuovi “consigli per il business”.
    Volevo farvi una domanda, io ho una piccola azienda che si occupa della vendita di prodotti in edilizia, ho difficoltà nel trovare dei collaboratori validi che si occupino della vendita esterna, che canali di ricerca consigliate? Grazie.
    Claudio

    Reply
    1. Claudio

      Grazie per la risposta nel podcast, alla domanda del 9 Giugno, illuminanti come sempre, a presto.
      Claudio

      Reply
      1. Piernicola De Maria Admin Post author

        Grazie Claudio! Siamo stati un po’ bruschi ma fa piacere che hai compreso le nostre intenzioni e apprezzato la risposta.

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  17. Yana

    Ciao Frank e Pier, grazie e complimenti per il vostro lavoro di diffondere le conoscenze utili! Non perdete il vostro tempo a rispondere alle persone che nemmeno capiscono cosa state dicendo, meglio lo impegnate il vostro tempo a diffondere più valore per la gente che vi capisce e segue 🙂 Per quanto riguarda i dipendenti loro non capiranno mai le ragioni di un datore di lavoro, un imprenditore o un libero professionista. Io non ho lavorato mai come dipendente, e’ così capitato che il primo e l’unico mio lavoro e’ stato autonomo e ho avuto una dipendente per un periodo di tempo. Invece tutte mie amiche hanno lavoro da dipendente e quando parlano dl loro lavoro mi fanno schifo. Vogliono non lavorare e avere lo stipendio come se al datore cascono i soldi dal cielo ! Questa mentalità deve morire. Adesso non voglio dire che tutti i dipendenti sono uguali, ma ho notato che esiste proprio questa mentalità diversa. La mentalità di lavorare meno possibile e avere lo stipendio. Come dei parassiti.
    Sono d’accordo con Frank che il lavoro da dipendente pian piano sparisce perché come esiste adesso e’ in modo sbagliato e’ contro il business senza neanche parlare della pressione fiscale, e tutti diventiamo liberi professionisti e imprenditori.
    Io nel mio lavoro non ho avuto la scelta dovevo per forza assumere la dipendente, invece adesso vorrei cambiare l’attività e avere i collaboratori e non più i dipendenti.
    Grazie ragazzi! grazie per esistere !

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  18. Enzo

    Ciao Frank e Piernicola.
    Non riesco a trovare le parole giuste per dirvi che il servizio che state dando gratuitamente (GRATUITAMENTE, BADATE BENE TUTTI QUANTI!) , sia qui sia con le vostre arrivitá, e stato ed è, per me, un mezzo per avere un momento di riflessione profonda.
    Riflessione su concetti e metodi di lavoro che sono dentro di me e che a volte emergono.
    Oggi posso affermare senza remore, che finalmente qualcuno ( VOI DUE) ha avuto l’idea e l’ha messa in pratica, di condividere con tutti idee, esperienze e consigli, sopratutto nell’ambito lavorativo e del Business in generale e nel dettaglio. E non solo!
    Ma la cosa che apprezzo di più è che non siete opinionisti, esaltati o altro, ma esseri umani “normali” che hanno dei valori e non vi mascherate dietro a ideologie e/o luoghi comuni. Questo, non tutti, oggi, riescono a capirlo ed apprezzarlo.
    Non importa cosa io faccia nella vita, e penso che ascoltandovi (magari un giorno possibilmente incontrarvi) non posso che avere un beneficio continuo per il mio personale miglioramento e la mia efficacia personale.

    Vi ringrazio dicendovi solamente una cosa che può sembrare banale : qualsiasi cosa succederá in futuro, per me, avete lasciato giá molto come contributo per tutti e vi riascolto sempre con grande piacere, facendo ogni volta un reverse engineering di quanto dite e nel modo come lo comunicate.

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  19. Genny

    Scrivo qui perchè questo è uno dei miei episodi preferiti.

    Dopo anni di Università e lavoro pseudodipendente, in accordo con mio marito, con le buste del matrimonio, anzichè fare un viaggio di nozze mi sono aperta una mia attività (animazione per bambini eventi e feste).

    Non mi sono certo improvvisata, in quanto ho fatto per anni l’animatrice per bambini in numerosissime occasioni, ma l’offerta che c’era in giro non mi soddisfava.

    Vedevo che mancava dalle mie parti qualcosa di più giovanile, allegro, di tendenza, sia come immagine che come servizi, e che permettesse lo sviluppo di un team di persone preparate, e non prese a casaccio di tanto in tanto (come fanno moltissime agenzie).

    Ho aperto l’attività in casa, lavorando con pc, telefono e i pochi strumenti necessari (palloncini, trucchi, uno stereo e piccoli giochi) ma ponendomi sia in termini di immagine aziendale, che di attività, in maniera diversa, più nuova rispetto ai competitors (che ovviamente mi ero studiati a memoria).

    Mi son fatta da sola praticamente TUTTO (dal logo, alla pubblicità – km di flyeraggio – all’amministrazione, alle animazioni stesse) fino a quando le richieste hanno iniziato ad aumentare ed ho iniziato a costruire quello che ad oggi (nella mia zona) è conosciuto come il team di animatori top (ho investito nelle persone giuste – fortuna)

    In un anno è stata tutta una salita, finchè mi sono guardata attorno ed ho visto che altre realtà simili (99 su 100 fuori norma) stavano spuntando come funghi a destra e a manca (parlo sempre nel mio territorio provinciale), abbassando per bene i prezzi (ovviamente, fuori norma tutto costa moooooolto meno) e facendomi perdere in termini di competitività economicamente parlando.

    Cosa dovevo fare allora, abbassare anch’io i prezzi? Tanto valeva stare a casa a dormire, non coprivo nemmeno le spese.

    MI resi conto che necessitavo assolutamente di un qualcosa che prima di allora non credevo di necessitare:
    FORMAZIONE!!! Eureka!!!

    Ero una imprenditrice con esperienza nel servizio che vendeva, ma senza alcuna esperienza come imprenditrice.

    Eccheccazzo! Così iniziai a fare i corsi gratuiti delle varie Camere, Associazioni, ecc… Ma nessuno di questi riusciva a rispondere alle mie esigenze… Eh, sò esigente mì…

    A seguito di vari incroci che non sto qua a dire, sono arrivata al corso di Effetto Leva, lanciato da poco ed acquistato in offerta. Antonio mi aveva “convinta” della bontà di quanto offriva e così l’ho acquistato. Pochi acquisti sono stati così sensati come questo e me lo son studiata per bene da brava studentessa, ed ecco che da Effetto

    Leva passo a a vedere un video di Ermes Giordani, nel quale “mi si dice” di non abbassare i prezzi dei prodotti/servizi che offro per questo e quel motivo, e molte altre cose interessanti di cui mai nessuno mi aveva parlato prima. E poi da Ermes, passo a conoscere Piernicola e il suo libro straordinario Efficacia Personale, fino ad arrivare a te, Frank, maledetto maschilista che però sai, come gli altri che ho citati, molto bene il fatto tuo.

    Da allora, molte cose sono cambiate (in meglio) per la mia azienda, ho iniziato ad applicare un pò per volta i diversi concetti che ho letto/studiato da voi e l’attività non ha subito alcun declino (mi tocco quello che non ho per scaramanzia comunque), anzi! Ma c’è moltissimo da fare, e da fare sempre e sempre di più.

    Come dice Piernicola: vedo come potermi distruggere e da lì riparto con qualcosa di nuovo, diverso ma sempre nel mio ambito, del quale mi considerano (non mi considero io – ne devo fare ancora di strada) una specialista – e qua c’è il “vostro” zampino: ci siamo specializzati e ci specializziamo esclusivamente sulle animazioni, a dispetto di numerose altre agenzie che offro mille altri prodotti e servizi, oltre alle animazioni. E i risultati si son visti fin da subito!

    Ho acquistato il corso “Blogvendita” e per due settimane non sono uscita da casa. Mi sto facendo il sito come voglio seguendo le chiare indicazioni grazie al materiale del corso. E ringrazio Alessandro Vignolo per la pazienza e disponibilità avute!

    Penso a tutto il tempo che ho guadagnato grazie ai corsi, ai vostri articoli, al podcast e ai libri da voi suggeriti e al vostro straordinario materiale gratuito, e mi viene male (in senso positivo) pensare a quando frequenterò il corso di Frank – perchè lo frequenterò, è il prossimo passo. (So che sto comunque perdendo tempo e soldi nel non farlo, l’obiettivo era farlo questo mese ma ho avuto dei personal problems). Mi auguro a Febbraio di esserci! Tienimi un posto in prima fila, Frank!

    E ai rompicazzi che commentano inutilmente i vostri post posso dire: se rompeste meno i coglioni a scrivere cazzate e a polemizzare costantemente, ed imparaste (ho usato i tempi giusti? Sò de freta) ad essere un pò più umili (per voi stessi, eh, non per farvi calpestare, ma per migliorarvi), aumentereste i vostri risultati e la vostra autostima.

    Ma c’è chi preferisce restare un coglione, piangersi addosso e rompere il cazzo a chi si fa il culo, anzichè migliorare ed aumentare il proprio valore sociale, professionale e personale.

    Ma questo non è un problema nè di Frank, nè di Piernicola.

    Tutto questo per dire? “Frank de Maria” continuate così!!! VVB. Un abbraccio.

    Ps. Frank hai esaurito le amicizie nel profilo Fb?

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  20. Antonello

    Ok. Fino ad ora ne ho ascoltati 10. Ne ho saltato uno x errore. Inutile dire che sono d’accordo con voi. Trovo difficile promuovere queste idee in un paese dove la fa da padrone l’arrivismo e le scorciatoie. Sono come dite voi le regole del gioco in ItaGLIA. Ma col tempo il paese va in rovina. Ho tentato di fare capire le cose anche ad amici, che sono alla ricerca del classico posto da dipendente. É come cercare castagne ad Aprile. Non lo capiscono. Oppure ho a volte la sensazione che questa gente è alla ricerca di una forma di assistenza sociale camuffata da posto di lavoro. Mah… Ditemi voi se volete. Ciao

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