Episodio 20 – Quello sul posizionamento…

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11127806_10205523660842598_2432781681936248250_oCinque mesi di pausa ma siamo ritornati per un’altro imperdibile episodio di Business Caffeina, dedicato al Posizionamento.

Ecco come la descrive il nostro tecnico audio Ludovico:

In questa “renovata traditio” troverai un’ora e 45 minuti di masterclass dell’imprenditoria e del marketing travestita da chiacchierata tra amici che goliardicamente si stimano e satireggiano con la tipica ironia emiliana internazionalizzata allo stato dell’Arte del mondo degli affari.

Infatti verrai a conoscenza, tra le altre cose, della vera essenza del posizionamento e dei suoi finti sinonimi (in pratica, “non è che se io dico una cosa intelligente, posizionarsi contro di me vuol dire sparare cazzate”).

Ed è pur vero che il posizionamento di Frank e e Piernicola non è imitare lo Zoo di 105 (che comunque deve tremare perché adesso che è uscita la puntata nuova BC schizzerà di nuovo al primo posto).

Ad ogni modo, in questa puntata troverai una consulenza gratuita sul positioning – e potrai chiarirti una volta per tutte quali sono i concetti fondamentali che stanno dietro a una vera e propria Scienza con le sue Regole ben precise-

Perché prima di farlo sul web, il problema è il marketing.

La rivoluzione della Lead generation is here to come.

E sarà una rivoluzione dal basso

Inoltre, verrà rivelato il vero significato di VIDEO VIRALE in anteprima mondiale.

E poi un aiuto per capire se, anche senza rendertene conto, è possibile che tu abbia messo lo smalto sulla merda.

Mentre quest’energia, attenzione, tempo invece potrebbero essere utilizzate per altro. Piernicola docet.

In sostanza, perché il Venator ha questo nome, e il programma non si chiama “le mazzate di Venditore Vincente”.

 

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12 thoughts on “Episodio 20 – Quello sul posizionamento…

  1. michele

    Grandissimi come sempre. Sta mattina ho fatto una bella colazione con il Croissant della Findus 🙂

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  2. Roberto Arcangeli

    Seguo fin quasi dall’inizio le puntate di Business Caffeina. Fate un ottimo lavoro ragazzi, per voi stessi e per gli altri. Complimenti e grazie per la grande mole di suggerimenti e idee che distribuite!
    Vorrei darvi uno spunto per la prossima puntata: “dove passa il confine tra applicare il METODO di Frank e dove invece smontare del tutto un business progettato male e rifarlo daccapo, magari in un altro settore?”.
    Mettendomi nei panni di Frank, capisco che per lui sarebbe meglio dire che qualunque business, anche il più sfigato, può essere “salvato” dal metodo VV. Ma siccome Frank mi pare anche una persona onesta, sicuramente saprà che questo non è vero. Certi business e certi businessmen non si curano, si eliminano (parlo dei business, ovviamente, non sto incitando a un genocidio…). Ma io sono certo che molti di quelli che frequentano il corso VV se la saranno fatta questa domanda: “Mi conviene cercare di applicare quello che ho appreso qui sulla mia ditta sgangherata o è meglio chiudere baracca e burattini e lasciare tutto il sistema posizionamento-marketing a risposta diretta-tecniche di chiusura dell’ordine a un’attività nuova, che nasca subito su basi giuste?”. Non so se al corso Frank dà una risposta a questa domanda, visto che non ci sono stato e nemmeno ci posso andare dato che vivo in Canada, ma sicuramente nelle puntate del Podcast questo tema è stato solo sfiorato. Sì, è vero, è stato detto più volte che un business progettato male, nato male e cresciuto peggio, tenuto in piedi solo dal fatto che il titolare lavora per 4, non va ed è morto anche senza saperlo. Ma il punto vero è: come distinguere il morto vivente dall’ammalato, grave ma curabile? Naturalmente la risposta perfetta è quella individuale, caso per caso, ma il podcast non è luogo da risposte individuali, quindi sarebbe bello averne una generale ma pertinente. Grazie ancora ragazzi e mille di questi podcast!
    Roberto

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  3. Nico

    Ciao!
    Vi seguo da due settimane ma mi sono già fumato tutte le puntate dalla 21 alla 1, grazie al Facebook Marketer di Frank trasferitosi alle Canarie, che mi ha evangelizzato fuori sede.
    Piernicola fa riferimento in diversi casi al business degli integratori alimentari, sottolineando sempre che è “Un business di puro marketing”.
    Come imprenditore del tipo “appassionato di numeri” sto studiando il mercato per individuare prodotti con un angolo d’attacco interessante.
    Mi verrebbe da chiedervi quali sono le aziende del settore che, secondo voi, hanno scelto un posizionamento eccellente e sono ruscite a spaccare con il marketing. Però poi temo di non riuscire a “modellarli” (e finire come come quel poveraccio che ha copiato a Piernicola la lettera di vendita sul modello di Graves sui valori, facendolo spaccare dalle risate).
    Posso imparare da chi l’ha già fatto in passato? Trovo da qualche parte un’analisi dedicata agli integratori? Come identificare chi l’ha fatto bene da chi no?
    Grazie mille e… dateci dentro!
    Nico

    PS: Piantatela di dare contro senza motivo ai lavoratori salariati. Viva la PNL per la vendita, i pub aperti da ragazzini, il network marketing e abbasso le parolacce.

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  4. Gabriele

    Ciao ragazzi!! Vorrei farvi una domanda sul #posizionamento…

    Io sono un direttore d’orchestra, e ho scelto un unico ambito di specializzazione per
    poter aiutare meglio le orchestre con cui lavoro. Il mio nome è dunque associato
    ad un solo “concetto”, e lavoro per un solo target.

    Cosa succederebbe se avviassi sotto un altro marchio un’attività di formazione per
    comunicare quello che ho imparato ad altri musicisti (e quindi ad un target diverso da
    quello solito), non potendo però evitare di esserne comunque il front-man…

    Questo RINFORZEREBBE oppure INDEBOLIREBBE il mio
    posizionamento di direttore d’orchestra?

    Il mio dubbio nasce soprattutto dal fatto che i due target non sono identici ma,
    in parte, si toccando, e il settore è comunque lo stesso…

    Grazie in anticipo e tanti, tanti complimenti per tutto il mondo VV!!!

    Un abbraccio
    Gabriele

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  5. Tommaso Tosi

    Ciao Frank e Pier,

    Vi pongo una domanda particolare, che spero che possa essere utile in qualche modo a chi ha intenzione di intraprendere una carriera simile alla vostra.

    Se voi da domattina dovreste ripartire da 0 cosa fareste?

    Cioe non avendo nessuna competenza particolare, qualche migliaio di euro da investire, un pc, una connessione ad internet e tutte le spese pagate.

    Come vi muovereste? Quali competenze sviluppereste? Quando iniziereste a fare il vostro primo progetto? E che tipo di progetto? Fareste qualche lavoro da dipendente prima di fare un qualcosa di vostro?

    Grazie mille!

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  6. Enrico

    Aiuto !
    Ormai in macchina mia la radio non esiste più, durante i miei viaggi esistono SOLO i vostri podcast ! Quindi grandi ragazzi sempre i migliori !
    Purtroppo però credo che questo insieme di info tra blog lettura di libri etc mi abbia mandata un pò in titl . Se avete voglia vi chiederei una mano a mettere in ordine le idee .
    Dato che parlate poco del settore edile provo a chiedere un suggerimento:
    ho una piccola azienda che produce e commercializza prodotti nel settore edile, più nel dettaglio parliamo di isolamento . Lavoriamo su tutto il territorio italiano con un pò di agenti ma nella realtà credo rientriamo nello stereotipo classico della Cantecessi SRL , visto che culo ? Almeno non è SAS dai 😉
    Dato che prima di abbandonare la nave , alla luce dei vostri consigli a delle vostre provocazioni vorrei provare a cambiare un pò di cose vorrei chiedervi questo .
    Assodato che abbiamo individuato un angolo di attacco rispetto alla concorrenza, che stiamo studiando una comunicazione più in linea con i canoni del copy, che stiamo facendo un blog e sto studiando il marketing a risposta diretta, ho un dubbio nelle segmentazione dei clienti.
    Nel mio mercato i consumatori dei miei prodotti sono i magazzini edili, le carpenterie che producono e installano tetti in legno e case in legno e le imprese edili .
    Il settore edile però è decisamente influenzato dai tecnici e da alcuni committenti stavo pensando come comportarmi. Giusto per capire cosa intendo per influenza intendo che spesso gli applicatori sono obbligati ad usare i prodotto indicati dai tecnici o dalle committenza . Che faccio ? Devo fare due tipi di comunicazione ? Devo lavorare solo sugli influencer ?
    Grazie per la vostra attenzione Enrico

    Reply
  7. Marco

    Ciao e complimenti, mi sono letto tutto il blog di Frank e il suo libro, tutto il blog di Brand Positioning ed il libro Focus di Ries (unica pecca che è per certe riflessioni un po’ datato, riferendosi all’era pre-internet), tutto l’Arsenale del copy, ascoltato tutti i podcast di VV e BC..: insomma, mi mancano ancora il libro di Piernicola sull’efficacia personale ed i podcast di Web Marketing, poi posso farmi ricoverare alla neuro per monomania compulsiva 😉 Scherzi a parte siete grandi, i contenuti gratuiti che avete generosamente offerto sono per me una fonte continua di ispirazione ed ascoltandoli è come respirare boccate di aria fresca in un mondo dominato dal famoso 47%, che si somma ad altre elevate percentuali di persone con scarsa intelligenza e buon senso, per usare un eufemismo.
    Comprendo la necessità di dare spazio a tutti e vi pongo una sola domanda: mi piacerebbe si approfondisse in una delle prossime puntate del lavoro di autore/scrittore, che MJ DeMarco annovera tra le attività fastline. E’ un percorso che mi piacerebbe intraprendere per la bellezza di comunicare quanto è frutto dei miei studi e della mia esperienza.
    Nello specifico mi piacerebbe scrivere un libro di Organizzazione Efficace, da tempo sto approfondendo la tematica con la lettura di libri in italiano ed inglese, di articoli e blog sul tema.
    Da quanto ho potuto apprendere, sono utili le seguenti cose:
    1 – focalizzarsi su un tema specifico
    2 – analizzare la concorrenza esistente
    3 – diventare esperto del settore, comunicandolo con (es. tramite un blog)
    4 – conta poco il prodotto rispetto alla capacità di venderlo, al marketing ed alla lead generation
    5 – cercare di intercettare la domanda di un bisogno esistente del proprio infoprodotto
    6 – più il mercato di riferimento è ampio (es. lingua inglese), più fare numeri potrebbe essere facile
    7 – giusto posizionamento di prezzo
    8 – massimizzare i guadagni (e-book) ma anche versione cartacea per i non digitali o per chi apprezza l’oggetto libro
    So che è un mercato difficile, attendo i vostri preziosi consigli. Non ditemi che dopo tutto quello che ho studiato non ho capito un cazzo, ed è meglio che continui a fare l’impiegato a vita!
    Grazie

    Marco

    Reply
  8. Claudio

    Carissimi Frank e Piernicola,innanzitutto complimenti per il podcast e per tutte le preziosissime informazioni che ci elargite a piene mani.Vi seguo da un’anno e le riflessioni a cui mi avete portato, pesano come macigni….Sono colui il quale si e’ creato la sua prigione…Sono oltre vent’anni che faccio il venditore e partendo da zero sono arrivato direi ad una buona posizione economica…ma…
    Lavoro principalmente per un Grossista e cio’ mi comporta una tabella fissa di visite giornaliere sempre agli stessi Clienti,e per me’ la leed generation e’ pressoche’ inesistente perche’ sono gia’ saturato per tutta la settimana.
    Questo comporta una vantaggio per il rapport che ho creato,ma mi blinda al risultato economico,dei miei stessi clienti.
    Per me’ l’unica possibilita’ di crescita e’ rappresentata dall’ eventuale erosione che posso fare in termini di fatturato alla concorrenza, ma non posso farla con i prezzi perche’ oramai da Leader siamo diventati Co Leader,pertanto devo assolutamente promuovermi e differenziarmi come Esperto e risolutore di problematiche.
    Vi chiedo:
    Nel gruppo dei vostri studenti,ci sono Agenti che svolgono il mio stesso lavoro per i Grossisti?
    Cosa hanno cambiato nel loro modo operandi?
    Devo scappare da queste briglie?

    Grazie di cuore per l’eventuale risposta e per cio’ che fate.
    Con stima,Claudio

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  9. Fabio

    Ciao Frank e Pier
    Vi scrivo in coda a questo podcast poichè è l’ultimo in ordine di tempo che ho ascoltato ( li ho ascoltati tutti)
    Prima di porvi un paio di domande vorrei ringraziarvi per i contenuti che rilasciate a nome di tutte le persone che sono interessate a migliorare
    attingendo , (come dovrebbe essere normale) da fonte sicura, e con fonte sicura intendo che parla con i fatti , e con il successo imprenditorialeche tutti possono facilmente verificare. Premetto che non sopporto i cantautori da festival di San Scemo come li definisco,
    Cioè quelle persone che hanno fatto qualcosa per loro di “memorabile” ma che in realtà non si è cagato nessuno, e da quel momento in poi vomitano carrettate di merda su chi invece si fa il mazzo quotidianamente e riesce , chi più in grande chi meno a lasciare un segno.
    Premesso tutto ciò passo alle domande ad entrambi: ho sempre fatto il dipendente ma con in testa l idea un giorno di buttarmi a fare l’imprenditore, mi son buttato e dopo 4 anni ho mollato poichè ho fatto credo tutti gli errori di cui parlate entrambi e forse anche qualcuno nuovo
    ancora inesplorato. Ora è due anni che son tornato a fare il dipendente per motivi di sopravvivenza della famiglia, ma la mia indole non è questa, vi risparmio la frustrazione e l’apatia che mi ha colpito quando ho dovuto chiudere , ma leggendovi mi si è riaccesa la fiamma,
    e devo ringraziarvi anche per questo, ora il quesito : Vorrei entrare nel mondo del business in modo equilibrato non lanciandomi come un pazzo contro il muro a piena faccia , secondo voi è più “semplice “vendere un prodotto oppure un servizio ? Dato che ho un paio di progetti in mente e volevo capire se possibile la via meno” rischiosa” anche se so che c’è il rischio d’impresa sennò Lo farebbe chiunque, tenete presente che ho letto il libro di frank sto leggendo autostrada per la ricchezza , sto preparando la bozza per il blog , mi sono iscritto all’evento del del 2 febbraio e sto leggendo mese per mese tutti gli articoli del blog di frank prendendo appunti su ogni cosa che mi interessa, dato che il mio attuale lavoro me lo consente Vi ringrazio in anticipo e come dice Frank Rock n’Roll

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  10. Umberto reho

    Complimenti ragazzi vi ho scoperto di recente grazie ad Alessandro sportelli nostro comune amico. Sto letteralmente divorando i vostri podcast ascoltandoli al doppio della velocità, il tempo è una risorsa importante per me e cerco di sfruttarlo al meglio. Una domanda per Frank ho notato che molto spesso le aziende accusano il marketing come l’elemento incapace di produrre vendite. Quando in realtà il problema può essere al troverà. Volevo capire se Venditore Vincente offre un’approccio sistemico all’analisi dell’elemento limitate per l’espansione del mercato, esempio Zalando ha trovato il conflitto di mercato nella vendita delle scarpe nel reso da qui la formula “Reso sempre gratuito” risolvendo il problema non compro le scarpe perché se non mi vanno bene o me le tengo o le rispediscono a mie spese, quindi in ogni caso ho perso. Grazie in anticipo per la risposta ed i preziosi consigli.

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