Episodio 17 – Nel business le dimensioni contano?

Nuovo inizio di settimana, nuovo episodio di Business Caffeina!

Inauguriamo il tutto con una nuova pagina di istruzioni per iscriversi, che speriamo sia chiara almeno al 47% dei nostri ascoltatori. Clicca qui per scoprire come iscriverti a Business Caffeina.

E poi come al solito abbiamo la descrizione Copy/Poetica di Ludovico.

[PARENTAL ADVISOR: EXPLICIT LYRICS]

Se non ti scandalizzi per qualche parolaccia (che l’ex-puccioso, ormai conosciuto a Rabat come “il Leone del tatami”) Piernicola suscita di proposito in Frank, allora ho un’ottima notizia per te!

È USCITO BUSINESS CAFFEINA #17!!!

La puntata di oggi, come ogni tanto capita, risponde ad alcune delle domande lasciate a commento degli episodi precedenti.

Che, a proposito, puoi seguire QUI — — — >
https://itunes.apple.com/it/podcast/business-caffeina/id846016672?l=it

La malizia di Piernicola vuole che la prima domanda contenga allo stesso tempo due argomenti molto amati da Frank: il Network Marketing e la PNL10608911_10152148948921525_736402784_n.

Ma il boss trova il modo per dare una lezione di business all’ascoltatore che vorrebbe applicare i principi di Venditore Vincente in quest’ambito e differenziarsi.

Basta decidere se il tuo target sono i GONZI che cercano dei SUPEREROI oppure delle persone che hanno delle ASPETTATIVE REALISTICHE.

Costruendo una propria AUTOREVOLEZZA, attraverso la VENDITA INVISIBILE.

Che ti consente di cambiare la tua debolezza in un angolo di attacco incredibile, se portato al bersaglio giusto!

La puntata è più breve del solito, visto che i due giuovanotti sono in vacanza anzi, sono impegnati dai loro duri allenamenti sulla materassina per affinare i loro armlock e mataleão.

Ma questo gli consente comunque di fornire sempre risposte puntuali e precise e soprattutto consigli immediatamente applicabili a qualsiasi attività imprenditoriale.

Anche se il podcast sta diventando sempre più trasversale, e il numero degli ascoltatori che hanno un lavoro dipendente aumenta a ogni episodio.

Questo a riprova del fatto che l’Italia è sotto sotto ancora un popolo di imprenditori, nonostante gli ostacoli che vengono dall’alto.

Ma soprattutto a conferma della sete di formazione business di valore che c’è in questo momento. E di quanto sia prezioso il contenuto di questi podcast che ho l’onore di curare in postproduzione sin dal primo episodio.

Insomma, le novità non mancano, Piernicola e Frank non hanno peli sulla lingua, e perciò si potranno scoprire:

— le VERE DIFFERENZE nel business tra U.S.A. e Italia

— come funziona il Sistema Venditore Vincente® negli U.S.A.

— qual è l’opinione di Frank e Piernicola a proposito di Mary Forleo, e il target al quale lei si rivolge

— la nascita di ’NGULAMMAMMETA (!!!)

— che Bregi Picci è u meior acior du Brasiu

— la VERA RELAZIONE di parentela che lega Marco Lutzu a Frank Merenda
— e soprattutto che Marco Di Cesare non è lo SPIONE di Venditore Vincente®

===> CLICCA QUI PER ISCRIVERTI A BUSINESS CAFFEINA! <===

25 thoughts on “Episodio 17 – Nel business le dimensioni contano?

  1. Jair

    Ciao Pier e Frank perchè non fate un episodio intitolato BC18: “L’importanza nel farsi la gavetta”!

    Reply
    1. Arch. Giuseppe Barra

      Hanno già affrontato il tema di fare la gavetta o nel IV° o V° Podcast. Nella Fattispecie, Piernicola ha fatto l’esempio di se stesso che è andato in USA per qualche anno, a gratis, ed aveva già più di 30 anni, ad imparare i trucchi del mestiere e di aver fatto praticantato di Avvocato ugualmente gratis.
      Personalmente non credo che ti debbano dir molto. Se vuoi imparare un mestiere, visto che apprendi un’arte, non pensare alla retribuzione ma piuttosto ad apprendere quanto più puoi. Questo non vuol dire fare lo schiavo o farti sfruttare limitandoti poi a fare la stessa cosa tutti i santi giorni. Se vedi che non fai progressi nell’apprendere, vattene. Uscire dall’università o dalla scuola e pretendere un compenso adeguato al tuo titolo è una assurdità moderna. Quando esci dall’uni hai solo il pezzo di carta ma competenza e conoscenza sono pare a zero.

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  2. enrico

    buongiorno,
    innanzitutto grazie per i vostri podcast, sono davvero una fonte preziosa di spunti e consigli e mi hanno fatto ragionare su molte cose che non avevo considerato precedentemente, prima fra tutte l’importanza di saper vendere.Appartengo anch’io alla categoria di quelli che pensavano che basta saper fare bene le cose, ma ora sto tornando sui miei passi. Alla tenera età di cinquant’anni ho deciso di riconsiderare la mia vita lavorativa e di diventare imprenditore.Le difficoltà sono molte, e le paure anche, specie se si considera il fatto che ho una moglie e due figlie,ma non mi scoraggio, anzi, sono sempre più determinato nel raggiungere il mio obiettivo. Sto anche valutando la possibilità di iscrivermi ad uno dei vostri corsi,appena le finanze me lo consentiranno. Per il momento volevo seguire il consiglio che Piernicola aveva dato alcuni podcast fa, quello di andare a bottega gratuitamente per imparare il mestiere. Ora io ho sempre fatto il cuoco (anche ad alti livelli) e l’attività che volevo intraprendere è quella del pastaio. Non ho bisogno di imparare le basi da zero, ma di capire la differente organizzazione di un pastificio rispetto ad un ristorante,le diverse problematiche ed il modo di gestirle. Ho già trovato un’azienda che mi offre quest’opportunità e qui subentrano i problemi. In Italia non è previsto che un cinquantenne voglia autonomamente darsi da fare ed investa su se stesso. Stamane sono stato al telefono per ore con varie associazioni per cercare di spiegare che non ho bisogno della loro assistenza ma di regolarizzare una situazione alquanto semplice:VORREI LAVORARE GRATIS PER UN MESE. Se bestemmiavo in chiesa forse suscitavo meno scalpore! Ora questo è il mio primo scontro con il moloch della burocrazia ma la mia domanda è questa: ha ancora un senso cercare di fare impresa in Italia oppure conviene guardare decisamente fuori dai nostri confini?
    Ti prego Frank non sfancularmi ed un grazie a Piernicola per lo scarico gratuito del tuo libro. Di questi tempi ogni risparmio è ben accetto.Grazie di tutto .
    Enrico Bassani

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    1. Fulvio Dominici

      In Italia il lavoro è regolamentato in modo asfissiante.
      Lavorare gratis non è praticamente possibile. Non è tanto che la paga sarebbe sotto il minimo sindacale, è che i contributi a carico ditta li dovrebbero pagare lo stesso.
      Non parliamo poi di cosa succederebbe se ti facessi male!!!!
      Al limite, fossi un giovanotto in stage… ma sei troppo vecchio.
      L’unica possibilità è di vendere una bella consulenza sul marketing (usa il materiale che trovi qui) ed essere pagato con ritenuta d’acconto. Non potresti ‘mettere le mani in pasta’, ma almeno guardare si 🙂

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  3. Emanuele Meneghini

    Il mio non è un commento, ma una richiesta per il corso di “delega facile”.
    Lo so, lo so: dovevo iscrivermi al corso ” delega facile” entro il 31 luglio, e oggi è il 14 agosto.
    La mia sarà l’ennesima mail di tante, che ti chiedono la stessa cosa: c’è ancora 1 posto libero? mi posso iscrivere ancora?
    Essendo io una persona molto precisa e puntuale, mi direi di no.
    Ma , a mia unica e modesta discolpa, ho il fatto di essere venuto a conoscenza del corso solo oggi ascoltando una puntata di business caffeina.
    E di aver saputo casualmente di te e Frank solo da pochi giorni.
    Non riuscendo a trovare la mail di Piernicola, la invio qui, scusandomi per l’intromissione.
    In ogni caso, grazie cmq

    Reply
    1. Piernicola De Maria Admin Post author

      Emanuele, contatta Cristina a cristina@efficaciapersonale.com e chiedi a lei 🙂

      Io so che allo scadere dell’offerta abbiamo alzato il prezzo, ma se ci sono ancora posti lo sa lei!

      Piernicola

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  4. Leonardo

    Ciao ragazzi, vi seguo dal primo episodio, state facendo un ottimo lavoro nel cercare di diffondere la cultura imprenditoriale in Italia, non e’ facile ma ne abbiamo bisogno

    Ho notato che non avete mai trattato un tema molto interessante: “andarsene dall’Italia”, con un particolare focus sui giovani.

    Infatti entrambi non vivete piu’ in Italia da tempo ed immagino non per il solo motivo fiscale.

    Io ho 24 anni, da qualche mese mi sono trasferito a NY per lavoro e sono nel processo di validare una business idea che mi piacerebbe portare avanti come side project, sia per arrotondare ma soprattutto per imparare.

    Sto’ conoscendo moltissime persone interessanti e credo che il network sia uno degli asset piu’ importanti che si possono creare.

    Personalmente un’idea del perche’ bisogna andarsene dall’Italia ce l’ho, volevo sapere la vostra…

    Best,

    Leonardo

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    1. Fulvio Dominici

      Anch’io sono interessato all’argomento!
      Perchè Rabat e non Bologna????
      Per quanto riguarda Frank, non mi chiedo perchè Rio (lo ha già detto e approvo incondizionatamente le sette coperte in camera). Ma perchè prima Lugano? Dai, diteci qualcosa 🙂

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  5. marco

    Ciao Frank e Pier
    Sono uno studente universitario prossimo alla laurea. Ho avuto una breve esperienza di micro business che non è andata benissimo ma mi ha permesso di fare un po’ di pratica e ad oggi sto continuando la mia gavetta.
    Io però vorrei iniziare a creare un business evitando di farmi intrappolare nel vortice di finti lavori, consulenze porta a porta e sfruttatori infami che trattano noi giovani come “carne da cannone”, per usare un’espressione di Frank. Secondo voi si può fare o devo rimanere ancora un po’ nella palta del mercato del lavoro italiano? E se sì, cosa devo seguire prima: un corso di Frank o di Pier?

    Altra domanda dalla mia ragazza che è qui accanto a me e vi segue. Ha le mie stesse idee ma pensa che per una donna quello che dite sia diverso e vi chiede: nel fare business esistono delle differenze tra uomo e donna o alla fine si tratta sempre di “far soldi”? Conoscete dei buoni esempi di business in cui la gestione da parte di una donna ha fatto la differenza?

    Grazie per le risposte!

    Reply
  6. Fulvio Dominici

    Come al solito grandi!
    Ho una domanda che credo sia di grande interesse:
    E’ possibile mettere in piedi business ‘rapidamente’ utilizzando tutte le tecniche di positioning, unique selling proposition e così via, passando subito al marketing a risposta diretta? (ad esempio inviando sales letter)? La fase di creazione del blog e ‘diventamento’ di guru è sempre indispensabile? Mi rendo conto che, anche se il prospect riceve una sales letter efficace, si convince di più se poi va online e trova che sei il ‘guru’, ma lo ritenete indispensabile? Porta via parecchio tempo e nel frattempo non sarebbe male pensare di ‘appioppare’ solo con sales letter e marketing a risposta diretta.
    O si deve per forza prima diventare ‘guru’ altrimenti le percentuali di ‘appioppamento’ croallno?

    Reply
  7. giorgio

    Ciao ragazzi, rinnovo i miei complimenti per i podcast, perche siete veramente unici e state rivoluzionando la formazione non solo nella vendita, ma in generale, dando un valore immenso gratuitamente…

    Vi faccio una domanda semplice : mi consigliereste dei libri in stile I-Mith, oppure a scuola di business di Alfio Bardolla, per imparare a gestire e fare impresa? Dei libri nello stile della gestione aziendale (ce ne sono tanti) che però siano pratici, senza paroloni incomprensibili e concetti super complicati?

    Intendo un libro come potrebbe essere “business caffeina” riordinato per capitoli e sequenze di azioni da fare, e trascritto su carta o pdf….. (sarebbe un’idea fantastica….)

    Reply
  8. Mirko

    Ciao ragazzi,
    innanzitutto vorrei farvi i complimenti per i vostri podcast che trovo illuminanti. Vi scrivo per avere, se possibile, un suggerimento da voi. Sono un fisioterapista e lavoro da molti anni nel pubblico. Ormai mi sento abbastanza demotivato e per questo motivo sto cercando di aprire un’attività in proprio. So il target di clienti che devo raggiungere per avere meno concorrenza e sono convinto che con la mia esperienza riuscirò ad avere un buon giro di clienti. Il problema, da come la vedo io, è che le mie entrate dipendono dal numero di ore spese nei trattamenti. Quindi più lavoro e più guadagno. Ora vorrei slegare, se possibile, le mie entrate dal numero di ore lavorate. La mia domanda è : c’è un modo per slegare i miei guadagni dal numero di trattamenti/visite che faccio? Esistono delle leve che si possono utilizzare per avere maggiori entrate e maggior tempo libero?

    Grazie per ogni eventuale suggerimento che decidere di darmi!

    Reply
  9. Alessandro

    Ciao Pier e Frank,
    Innanzitutto complimenti per il podcast che continua ad offrirmi ottimi spunti per osservare il mio business sotto ottiche diverse.
    Sono un agente di commercio plurimandatario di tipo B2B nel settore del riscaldamento (i miei clienti sono rivenditori). Da quello che ho compreso dai vostri podcast , il mio è un business “poco scalabile” ( per esempio per contratto viene definita una zona su cui operare che a volte si limita anche a poche province). Nonostante ciò, credo che i principi evidenziati da voi siano molto interessanti e possano essere comunque applicati al mercato B2B, ma ho delle perplessità. Investendo risorse nel cercare di costruire e sviluppare il marketing del mio business ( sales letter, marketing a risposta diretta , “marketing educativo” …) è più proficuo investire nel marketing nel mercato B2B ( ponendosi come target i rivenditori) o cercare di sviluppare il marketing ponendosi come target il cliente finale alimentando la domanda di mercato ai miei clienti ( i miei clienti rivenditori sono un tramite)? Grazie per la risposta.

    Reply
  10. Alessandro

    Ciao Pier e Frank,
    Innanzitutto complimenti per il podcast che continua ad offrirmi ottimi spunti per osservare il mio business sotto ottiche diverse.
    Sono un agente di commercio plurimandatario di tipo B2B nel settore del riscaldamento (i miei clienti sono rivenditori). Da quello che ho compreso dai vostri podcast , il mio è un business “poco scalabile” ( per esempio per contratto viene definita una zona su cui operare che a volte si limita anche a poche province). Nonostante ciò, credo che i principi evidenziati da voi siano molto interessanti e possano essere comunque applicati al mercato B2B, ma ho delle perplessità. Se dovessi investire risorse nel cercare di costruire e sviluppare il marketing del mio business ( sales letter, marketing a risposta diretta , “marketing educativo” …) è più proficuo concentrarsi sul marketing nel mercato B2B ( ponendosi come target i rivenditori) o cercare di sviluppare il marketing ponendosi come target il cliente finale e alimentando quindi la domanda di mercato ai miei clienti ( i miei clienti rivenditori sono un tramite)? Grazie per la risposta.

    Reply
  11. Alfio Imbriglio

    Ciao Frank ho un problema , cerco di spiegarmi (nel migliore dei modi) o almeno ci provo 😉 !
    Non so come uscire da una situazione , nel senso quello che dici tu è giusto , sul senso della vita e del lavoro IN GENERALE , anche se la mia famiglia è diametralmente “opposta” a quello che dici tu! E a volte non so mi sento di inveire sia contro ai miei che anche a te! Cioè non so da che parte stare! Perchè uno dice una cosa , l’altro è un’altra! Insomma non so da che parte STARE! Mi sento davanti ad un bivio , confuso.

    Tu fai passare il messaggio che la maggior parte degli italiani (quello che han fatto finora) son degli emeriti deficienti. I miei dicono che in Italia c’è una mentalità “radicata” su certe cose e non è facile cambiare!

    Però boh non so proprio da che parte stare!

    Reply
    1. Frank Merenda Admin

      I “vostri genitori”, così come gli amici e parenti che avete, a meno che non siate figli di Donald Trump, sono persone con le quali non dovete MAI parlare di lavoro. MAI, in nessun caso.

      Solo che siete tordi e non lo capite.

      Di lavoro si parla solo con persone che hanno già fatto quello che voi volete fare e che grazie a quello hanno più risultati di voi.

      Vi servono persone che vi installino modi per ottenere risultati, non fobie, paure e stronzate.

      Se ascoltate genitori, amici e parenti e in generale il vostro “gruppo dei pari”,farete la stessa fine (spesso mediocre).

      Reply
      1. Alfio Imbriglio

        Eh lo so , però purtroppo la maggior parte delle persone (non conoscono) le persone di “successo” che dici tu e quindi , per loro e’ “normale” chiedere consigli “alle persone pari” (anche se è sbagliato)

        Poi mi hanno fatto 2 “obiezioni” una è questa : Ma tu seguendo questo Frank Merenda , guadagni?
        sei diventato milionario?

        la 2° è questa : io in questo momento guadagno più di te! E sono dipendente! Cioè ma discorsi cosi alla cazzo,senza né capo e né coda!

        Reply
        1. Alfio Imbriglio

          Quella peggio di tutte è questa : si ma anche se fai il corso , rimarrai li dove 6 te lo dico io , non ti muoverai MAI! Tu non hai le “conoscenze” che ha questo Frank e i soldi ecc…

          Quindi non pensare di fare MILIONI , andando a quel corso!

          Reply
      2. Fulvio Dominici

        PAROLE SANTE
        Io da tanto tempo ho smesso di parlare di qualsiasi cosa legata al lavoro in famiglia o con persone che non sono imprenditori.
        L’ultima volta è stato con mia madre che mi tirò pazzo con l’obiezione “e se poi non ti funziona?” rabbuiandosi quando le rispondevo “provo altro; e se niente va, meglio la morte. Io in FIAT non ci vado a lavorare”. Poi ci sono andato eccome, ma in qualità di fornitore 🙂
        Non parlate di cosa volete fare con i genitori, meno che mai con la vostra donna, limitatevi amassimo due persone, meglio se soci cjhe condividono l’impresa.

        Reply
  12. Claudio

    [ECCO PERCHÈ CHI VUOLE ANDARSENE DALL’ITALIA PER FARE BUSINESS PIU’ FACILMENTE SI SBAGLIA DI GROSSO!] <- test di copy

    Per chi dice che vorrebbe andarsene dall'italia: anche io ero della vostra opinione, finchè non ho cominciato ad ascoltare proprio questo podcast, Business Caffeina, e allora mi sono messo a ragionare su alcune cose, che scriverò qui di seguito.

    Se state parlando di andare a vivere all'estero, per qualità della vita, servizi offerti, ecc… allora vi do ragione, ci sono posti NETTAMENTE migliori, e tutti lo sappiamo benissimo.

    Però io dico, in un paese dove 1 persona su 2 è analfabeta funzionale, dove è vero che la gente è diffidente, ma è anche vero che c'è un ESTREMO BISOGNO di affidarsi a qualcuno (vedasi il campo RC Auto, dove l'online rappresenta solo il 6-8% del mercato nazionale perchè l'italiano HA BISOGNO dell'agente fisico e piuttosto si fa inculare con la carta vetrata), in un paese dove ascoltando un podcast gratuito e studiando 2 libri si entra nel top 10% – ma che 10, facciamo anche 5% – a patto di applicare ciò che si impara e di continuare a formarsi, io dico:

    PERCHÈ!?!? PERCHÈ VE NE VOLETE ANDAREEEHHHH!?
    STATEVENE QUI A FARE AFFARI E BUSINESS, CHE SIETE 5/10 ANNI AVANTI RISPETTO A QUALSIASI MERCATO VI VOGLIATE MAI APPROCCIARE!!!!

    Rantolo finito 😀

    Domanda per gli autori di bisnès caffeina:
    Tornate indietro nel tempo per favore, e – col senno di poi – tornate a quando avete reso indipendente il vostro primo business. Ora avete altre 500 idee che volete realizzare e il tempo per farlo, ma dovete fare una cernita.
    – Da cosa partite per fare una selezione delle vostre idee?
    – Quali sono le caratteristiche secondo le quali scegliete cosa mettere in campo, ANCORA PRIMA di fare qualsiasi tipo di test?

    Grazie mille in anticipo per le eventuali risposte, e grazie di tutto!
    Se dovessero pagarvi come consulenti esterni di una azienda, non so quanti 0 ci starebbero davanti alla cifra nell'assegno!

    Voi cambiate la vita di persone di cui neanche sapete l'esistenza, e mai lo saprete, ma queste persone vi saranno grate fino alla tomba!

    Reply
  13. Matteo C

    Ragazzi, ma non fate più business caffeina? 🙁
    Vi prego continuate a fare episodi, di argomenti sono sicuro ne avete e anche se parlaste di cose a casaccio sarebbe sempre un piacere ascoltarvi. Continuate a portare avanti questa pietra miliare di podcast! 🙂

    Matteo

    Reply
  14. Fabio

    Ciao ragazzi, intanto super complimenti per i podcast. vado al lavoro e torno con voi due che mi parlate nelle orecchie ed ora vi sto ascoltando per la seconda volta per prendere maggiori appunti. Semplicemente bravi e divertenti!

    Dopo la leccata di culo 🙂 vorrei chiedervi alcune cose. Sono un commercialista, un giovane commercialista che si è aperto lo studio quest’anno e che vuole mettere in pratica gran parte delle tecniche di vendita perchè credo fermamente di essere anch’io un venditore. Quindi: apertura blog, sito, social network ecc. insomma, massima visibilità. Ok. Ma…secondo voi va bene essere targhettizzato tra le “società di capitali”? oppure devo targhettizzarmi di più ad esempio “società di capitali nel settore della vendita all’ingrosso di alimentari”?

    Frank da quando ti ho conosciuto virtualmente mi sono innamorato del tuo corso ed ora sto lavorando per esserci già quest’anno. Spero di farcela Frank, altrimenti ci sarò il prossimo di sicuro.

    Ps: in copywriting si dice “non pensare di aver finito senza il PS”. In questo caso volevo solo dirvi ’NGULAMMAMMETA!! 🙂 🙂 🙂

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  15. Simone

    Ciao Piernicola e Frank,
    seguo con molto interesse il vostro podcast che mi sta accompagnando e dando spunti interessanti in un periodo dove sto rivoluzionando la mia vita lavorativa. Il podcast mi ha anche fatto conoscere tutto il vostro mondo.
    A luglio ho comprato il corso Copy Vendita e ieri ho scritto la prima lettera. Come insegna Piernicola ho fatto prima un “test” e ho scritto un annuncio per una cucina usata che sto cercando di vendere. Vediamo come va…:-)
    In vacanza ho consumato il nastro (!!!) di Efficacia Personale che mi ha dato spunti di riflessione bellissimi.
    Al ritorno mi sono anche iscritto alle due giornata Rich Now di Alfio Bardolla che voi citate spesso.
    Lo so Piernicola solo a te non ho ancora dato soldi (che fra tutti sei il mio preferito!!!) ma non so come fare! Non trovo niente a pagamento di tuo! Aiutami!
    Vorrei suggerire tre argomenti che mi piacerebbe trattaste in qualche puntata futura.
    Il primo sono i vari modi di trovare capitali per finanziare un nuovo progetto (in Italia). Dai più tradizionali (finanziamenti vari, soci di capitale) ai più nuovi o meno noti (finanza agevolata, crowdfunding, ecc).
    Il secondo è il tema generale del pricing: come scegliere il giusto prezzo e le (eventuali) politiche di sconto.
    Il terzo è più vicino a un mio progetto (una catena di negozi). Senza entrare nel dettaglio dell’attività (per ora non vorrei sentire Frank che inizia dicendo: “premesso che io non lo farei…”) quello su cui mi piacerebbe sentirvi ragionare è sulla strategia di apertura dei punti vendita: centri abitati vs centri commerciali, vie dello shopping (maggior visibilità) vs zone residenziali (maggior vicinanza), su una high street (affitto alle stelle) o immediatamente dietro l’angolo (stile Grom: meglio €10k in meno di affitto da spendere in marketing), solo grandi città o anche ricche città di medie dimensioni, ecc.
    Sono temi, specialmente i primi due, molto generici dei quali non vi ho mai sentito parlar e credo possano essere utili i molti.
    Grazie delle vostre risposte a ancora complimenti!

    Simone

    Reply
  16. Fabio bassotto

    Fantastici. Ho l’adrenalina, di nuovo, dopo anni bui passati a godermi il finto comfort che credevo di avere. Concetti come “vendita da dietro” o invisibile sono illuminanti. Continuo a guadagnarmi il corso VV. A PRESTO.

    Reply

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