Episodio 14 – Perche’ non devi lavorare nella tua azienda!

avatars-000019161595-6bmuek-cropLa descrizione di questo podcast e’ opera del nostro grandissimo tecnico audio, il Maestro Ludovico Valoroso.

Che nonostante la foto qui a sinistra che lo ritrae, e’ una persona seria!

AVE

La stagione estiva è un periodo in cui i tossici sono in difficoltà, perché spesso c’è scarsità di sostanze, i pusher abbandonano le città per “svoltare” al mare, e gli sfigati che restano downtown devono anche subire un peggioramento della qualità della merce.

Ma non ti preoccupare, perché se sei in astinenza da Business Caffeina la tua “rota” sta per finire: puoi dire addio al delirium tremens e a quei fastidiosi pruriti incontrollabili che saltano fuori nei posti più impensati, e goderti finalmente la tua dose settimanale di formazione gratuita di altissimo livello.

Ognuno da casa propria, (Frank da Rio e Piernicola da Rabat) hanno finalmente incrociato le loro fittissime agende e le loro menti affilate per tornare a darci consigli su come fare impresa.

Dopo un mese di assenza dalle scene il lavoro si è un po’ accumulato e Piernicola, con un pizzico di malizia, sottopone a Frank alcune delle domande lasciate da ascoltatori come te, che sentono il bisogno di chiarimenti anche su argomenti già affrontati più e più volte. Ne basta una in particolare perché Frank abbandoni la sua proverbiale calma carioca e torni ad essere il sassuolese imbruttito di una volta.

Ma questo non gli impedisce di indicare in maniera dolce e pucciosa (quasi alla stregua di Pier) quali sono le competenze indispensabili da sviluppare per una giovanissima ascoltatrice (di solo 12 ANNI!) che ha espresso il desiderio di diventare imprenditrice, sostenuto al 100% dal suo eminente interlocutore e collega.

Gli spunti sono sempre moltissimi, e Frank riesce a farci anche una breve lezione storico-sociologica della figura del venditore in Italia, con le sue personalissime motivazioni. Rivelandoci tra l’altro, come tanti anni fa fosse innamorato dei suoi clienti, anche se sognava di andare a vivere a Rio (o forse proprio per questo!)

Certo, se la tua azienda fa parte del 90% di quelle che non possono essere salvate, sarà bene aprire le orecchie, essere obiettivi e magari pensare di riprogettarla da zero. Infatti, e qui il buon Piernicola è attonito e basito “se il grosso del tuo tempo è l’ordinaria amministrazione, da dove arriva la crescita?”
Ce lo insegna lui.

Ad ogni modo non sono qui per rivelarti tutto, ma mentre il file si carica sul server, ne approfitto per invitarti all’ascolto, se vuoi sapere:

  • la cosa peggiore da fare ad un’Azienda
  • se il tuo business si rivolge a una nicchia più o meno ricettiva dei preti che acquistano vesti sacre sciccose (che comunque resta molto profittevole)
  • quali sono i veri proprietari dei locali notturni (esclusi i mafiosi e/o calciatori di turno)
  • a quale grande personaggio storico è stato paragonato Frank
  • qual è il prodotto più venduto in Marocco durante il Ramadan
  • cosa, o meglio CHI hanno lanciato insieme Piernicola e Frank
  • qual è il peggior menu che tu possa scegliere per una cena di lavoro

ma soprattutto se vuoi ascoltare Frank che da ordini a Piernicola per la fretta di tornare a compiere le sue quotidiane abluzioni con las garotas de Ipanema, proprio sotto casa.

La reputazione dei due giovincelli è salva anche stavolta

VALE OPTIME

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Prima di lamentarti, ricorda che noi dedichiamo 3/4 ore a settimana alla creazione di questi materiali gratuiti.
L’unica rottura che tu hai e’ quella di scaricare un software per poter ascoltare.
Direi che se non sei disposto a soffrire un po’ per installare iTunes non li meriti nemmeno.
(PS Mio papa’ a 66 anni mi ascolta su iTunes senza problemi :-))

Nel caso fossi piu’ impedito di mio padre ecco il video che il grande Alessandro Vignolo ti ha preparato per farti vedere come scaricare iTunes se hai Windows.

 

31 thoughts on “Episodio 14 – Perche’ non devi lavorare nella tua azienda!

  1. Agostino

    Ragazzi, quando progettate i vostri business
    fate riferimento al business model canvas (o altri modelli simili)?

    Consigliereste di fare riferimenti a questo tipo di modelli,
    oppure è meglio restare più semplici e pratici?

    Grazie,
    Ciao!

    Reply
  2. Andrea

    La mia paura più grande è che a breve questo podcast venga chiuso perché considerato illegale, crea dipendenza più di una droga. Sono un musicista e ho sempre amato ascoltare musica, ma da settimane l’unica cosa che passa nella mia auto è business caffeina. Vorrei farvi una domanda, da poco sto collaborando con un’azienda che ha creato un innovativo sistema di riscaldamento. Sto mettendo in atto lo studio della concorrenza in modo da poter fare marketing a risposta diretta. Ci sono altre azioni che consigliereste di mettere in pratica per una start up?

    Ps: vi va se chiedo al mio gruppo di rivedere la sigla di business caffeina, perchè quella di venditore vincente mi sembra molto più ROCK N’ROLL!!! Sarebbe una forma di ringraziamento per tutto ciò che di buono mi regalate! un saluto Andrea

    Reply
  3. Marco

    Podcast fantastico.
    In particolare ho riascoltato almeno 15 volte dal minuto 10 al 14.
    Il tono di voce, il turpiloquio controllato ma tagliente, la perfetta logicità del pensiero anche quando la vena s’ ingrossa.
    E’ stato bellissimo, sincero, molto intimo.
    Grazie per non averlo rimosso.

    Reply
  4. donatella colombo

    Buongiorno,
    pur sapendo che la mia opinione di persona che lavora come operaia non vi interesserà affatto, voglio comunque ringraziarvi di cuore e farvi i mie complimenti per il podcast.
    Frank: forse sei un filino maschilista ma ti adoro!
    Ancora sentite grazie
    A presto

    Reply
    1. Piernicola De Maria Admin Post author

      Donatella ti sbagli! Tutti abbiamo iniziato da qualche parte e se sei in accordo con i temi di Business Caffeina non importa cosa tu faccia.

      L’importante e’ dove vuoi andare 🙂

      Reply
      1. donatella colombo

        Wow! che emozione! grazie!
        Svenevolezze a parte grazie davvero…oggi ho iniziato ad ascoltare il podcast di Frank Venditore Vincente…
        Ho iniziato la mio “viaggio”, non so dove mi porterà ma intanto me lo godo, un passo per volta…
        Grazie.

        Reply
  5. Marco

    Complimenti per il podcast. Siete immensi.
    Domanda da imprenditore: quali sono alcuni libri che mi consigliereste di leggere per migliorare la tratta, il sostentamento e il la motivazione dei miei schiavi ?

    Grazie 1000

    Reply
  6. David

    Mamma mia per fortuna che Frank si è fermato sulla battuta sui preti 😀 che tra l’altro credo di aver intuito ahahahahahah! Comunque…

    Volevo proporre delle domande per le prossime puntate:

    1. Mi pare di aver capito che Pier ha degli infobusiness in mercati diversi. Se è così, investi anche nella SEO o proprio quell’aspetto non lo guardi neanche ponendo l’attenzione nel traffico a pagamento?

    2. Voi avete un’esperienza incredibile nel business, ma se vi chiedessi una sola cosa, la più importante che secondo voi potrebbe fare la differenza per una persona che vuole cominciare o migliorare un proprio business? Magari nella vostra esperienza ad un certo punto c’è stato qualcosa, qualche intuizione che vi ha incrementato esponenzialmente i risultati. Qual’è?

    3. Se avete bisogno di collaboratori e dipendenti, che canali/siti/strumenti/strategie utilizzate per cercarli (a parte quelli elencati in Outsourcing efficace).

    Reply
  7. Marco

    Ciao ragazzi, fantastici come sempre, a questo giro un Frank incommensurabile, particolarmente vero e crudo! Devo ammettere che condivido il tuo pensiero inerente all’essere fuggito per non incontrare per strada dei coglioni come gli italiani e ci sto pensando anch’io avendo la fortuna di essere anche cittadino svizzero. A tal proposito ti andrebbe di parlarci della tua scelta di trasferire l’attività in svizzera in particolare:

    – Quali sono i vantaggi fiscali e burocratici nell’esserti trasferito?
    – Come fai a fatturare la maggior parte del tuo lavoro all’estero (Brasile, Italia) pur avendo sede legale in svizzera, non è sconveniente dal punto di vista fiscale?
    – E infine i collaboratori, so che ci sono molte leggi che obbligano a far lavorare gli svizzeri piuttosto che stranieri, non hai problemi ad avere la maggior parte dei collaboratori italiani?

    Grazie mille in anticipo, continuate così e rock and roll!

    Reply
      1. Marco

        Grazie Piernicola, ho compilato il form ma non ho avuto risposta 🙁 Sarebbe un problema dedicare due parole giusto due ai benefici dell’aprire un attività all’estero? Magari sulla linea delle domande che ho fatto nel messaggio precedente 🙂 Se é un problema non importa, ma credo che molti come me siano nella situazione di voler andarsene dall’Italia e sentire un parere di due persone della vostra altezza che lo hanno fatto sarebbe davvero istruttivo! Un abbraccio in ogni caso!

        Reply
        1. Piernicola De Maria Admin Post author

          Ciao Marco,
          non sono in grado di risponderti per il Form.

          Quanto alle mie due parole, la motivazione e’ personale piu’ che di Business. Mi e’ sempre piaciuto avere vedute piu’ ampie di quelle geografiche dell’Italia, e mi sono costruito una vita che e’ cosi’.

          Il posto dove poi scelgo di vivere e’ alla base di una convenienza momentanea, e proprio ieri parlavo con mia moglie delle prossime tappe! 🙂

          Da questo atteggiamento, ne nasce anche come conseguenza l’idea di avere business poco radicati sul territorio e che poi puoi gestire in maniera piu’ flessibile del solito capannone con villetta a fianco.

          Tutto qui.

          Per me e’ venuta prima la decisione in termine di stile di vita, e dopo quelle di business collegate!

          Reply
        2. Piernicola De Maria Admin Post author

          Marco, ho appena chiesto a Boris che mi ha detto che non ha ricevuto nulla con la mail che hai lasciato per i commenti.

          Magari qualcosa non ha funzionato, prova a ricontattarlo!

          Reply
  8. Peter

    Ciao Piernicola e ciao Frank…parto subito col dire che adoro i vostri podcast…

    Veniamo adesso alla mia domanda. Se ho capito bene, ma correggetemi se sbaglio, ascoltando il podcast mi è sembrato che voi abbiate sconsigliato (implicitamente) un’attività imprenditoriale di tipo individuale, per esempio libero professionista, consulente, ecc.
    Anche perchè in questi casi ci sarebbe ben poco da delegare e quindi il numero di ore/lavoro sarebbe enorme.

    Mi sbaglio?

    Grazie

    Reply
    1. Piernicola De Maria Admin Post author

      Ciao Pietro,
      il problema dei professionisti e’ che esistono due tipi di escalation:
      – diventare piu’ quotati e quindi chiedere di piu’
      – strutturarsi come azienda

      In alcuni casi estremi (pensa i calciatori) l’unica strada percorribile e’ la prima. Ma e’ ovvio che non crea un asset a lungo termine… a meno che il professionista non sia sveglio e porti “fuori di se” la capacita’ di produrre reddito (es. creando dei marchi e dandoli in licenza).

      Reply
  9. tomas

    complimenti, complimenti e complimenti. vi voglio fare una domande fondamentale. Io sono convinto come imprenditore che le cose funzionano sia per capacita’ e sopratutto se si e’ in grado di capire come rendere replicabile un modello di business. Se per rendere replicabile l azienda gli imprenditori devono specializzarsi in varie forme di marketing che non sto ad elencare ma sono tutte quelle che oggi servono per fare funzionare un azienda e che voi spesso pubblicizzare perche’ funzionano e avete gia’ testato( marketing risposta diretta e tanti altri per targhettizzare la clientela) pero’ ad esempio l’imprenditore non si sente pronto oppure non e’ una cosa che vuole impegnarsi a capire o ad iniziare a studiare significa che la sua azienda non avra’ futuro????
    chiaramente voi lo sapete meglio di me spesso il lavoro o l azienda e’ frutto di una passione se pero’ per fare funzionare la stessa oggi servono metodologie particolari dove bisogna chiaramente studiare spesso gli imprenditori fanno fatica a voler farle proprie. Voi siete convinti che oggi per andare avanti nell’imprenditoria italiana o l’imprenditore si applica con queste nuove tipologie di acquisizione clientela oppure lo stesso imprenditore e’ da definirsi morto??
    mi piacerebbe avere un vostro parere
    saluti

    Reply
  10. Agostino

    Ciao ragazzi,
    ho chiesto a un amico che lavora come copywriter
    se un libro su questo argomento può essermi utile per imparare (non posso spendere tanto al momento, quindi pensavo di prendere il testo da voi consigliato: The ultimate sales letter di D.Kennedy), ma mi ha detto che i libri aiutano fino a un certo punto.

    Considerato, come dite voi, che l’opinione “di tuo zio” conta fino a un certo punto,
    è anche vero che questo ragazzo è uno specialista del settore.
    Sono un pò confuso…
    Voi cosa mi consigliate di fare per diventare bravo nel copywryting,
    partendo da zero e spendendo poco?

    Reply
  11. Maurizio

    Ciao Frank e Piernicola,
    vi seguo dall’Episodio 1 e visto che è la prima volta che scrivo, approfitto per aggiungermi al coro i miei complimenti: siete davvero cazzuti, vi prego, continuate così!

    Sono il classico tecnico/operaio nella mia “azienda” (tra virgolette), ma ho capito che per togliermi da qua, la prima cosa da fare è definire con precisione ruoli e funzioni, in maniera che poi tutto questo diventi facilmente delegabile. Attualmente sono poco oltre l’inizio di questo processo.

    Da 7 anni lavoro costruendo siti web che poi monetizzo con adsense ed affiliazioni, ma ho capito che il modello è debole e perciò mi sto orientando verso modelli più solidi (es. ecommerce/dropshipping, dove c’è spazio per acquistare pubblicità in maniera sistematica, invece di venderla).

    Arrivo alla domanda: secondo voi ha senso, nella mia situazione, investire denaro per acquisire un business già avviato in un settore che si conosce magari poco (col vantaggio di essere operativi da subito ed evitare gli errori più grossolani), oppure è meglio avviare in proprio una nuova attività (col vantaggio di fare tutto come si preferisce, avere costi più bassi e comprendere a fondo le dinamiche)?

    Se doveste scegliere come investire 10mila euro, li utilizzereste per costruire qualcosa o per comprare qualcosa di già fatto?

    Un po’ di esperienza nelle acquisizioni ce l’ho, ma non sono sicuro che sia questa la strada giusta.

    Grazie e a presto,
    Maurizio

    Reply
  12. ilaria

    Sono tentata di fare una “domanda a culo” solo per il gusto di far incazzare Frank. Quando s’incazza mi fa ridere a crepapelle e mi riempie d’energia… tipo che dopo vorrei pisciare in testa a tutti!

    Ma ecco la mia domanda: ci sono differenze fondamentali fra Italia e Stati Uniti in fatto di efficacia del business model? Io vivo in Usa e ho l’impressione che qui vigano regole differenti. Ad esempio, secondo molti business guru americani è fondamentale essere competenti nell’area del proprio business e avere passione. Penso ad esempio a Marie Forleo. So già cosa ne pensate nel contesto italiano, ma vorrei chiedervi se la stessa opinione si applica al contesto americano o se ci sono differenze significative.

    Non so se questa domanda è abbastanza “a culo” da meritare il mavvaaaffanculo di Frank.
    Con affetto

    Reply
  13. Arturo

    Cari Frank e Pier,
    Vorrei fornire ulteriori spunti per i prossimi episodi (lunga vita a Business caffeina) ed a tal proposito allego subito questo link : http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/spettacoli_e_cultura/focaccia-blues/focaccia-blues/focaccia-blues.html.
    Si parla della famosa focacceria che ha fatto chiudere Mcdonald in Puglia.
    Da questo episodio vorrei chiedervi cosa ne pensate dello “scontro tra davide e golia” cioè di piccole aziende strutturate talmente bene che danno filo da torcere alle grandi.
    Ovviamente ci sono una marea di comparti e casi a sè che elencarli sarebbe monumentale.
    Solo un piccolissimo esempio: Che suggerimenti dareste a chi si mettesse in testa di sfidare siti tipo Jobrapido o monster ? Magari creando un servizio che non sia il solito domanda/offerta lavoro ma offrendo qualcosa di diverso che orienti davvero sia l’ azienda che il candidato-laureato-disoccupato e che sia strettamente corrispondente alla realtà di chi cerca e di chi offre, quindi una selezione efficace di aziende/persone….
    Aspetto con fiducia ed ardore un Vostro prezioso parere.
    Con stima e gratitudine,
    Arturo

    Reply
  14. Luca

    Ciao Ragazzi e davvero stracomplimenti per il podcast.
    Avrei una domanda come spunto di discussione nella prossima puntata.
    Scelgo una nicchia, studio la concorrenza e mi pongo con la mia idea differenziante ed il mio angolo di attacco.
    Da qui parte il mio marketing a risposta diretta e la mia domanda sarà sul prototipo di business, quindi faccio un test !
    Una volta cercato il volume di ricerca sulle mie parole chiave, ci pompo un po di migliaia di euro nel direct marketing.
    Da qui parte la mia domanda: su quali numeri di lead generation il progetto ha ragione di continuare?
    o su quali basi (numeriche e misurabili) il business deve essere immediatamente abbandonato?
    So che magari per le vostre liste con migliaia e migliaia di iscritti ogni lancio di prodotto è più semplice ma per chi parte da zero è difficile capire quanti iscritti (settimanalmente o mensilmente )siano un buon risultato.
    Grazie mille.
    Luca

    Reply
  15. Ilian

    Ciao Pier, ti ripropongo le due domande che ho fatto la volta scorsa:
    1) Sempre riguardo alla distinzione tra USP e posizionamento rilevanto

    MI spiego meglio con un esempio; diciamo che voglio entrare nel mondo della ristorazione ed aprire un franchising di ristoranti per celiaci (che a quanto pare non esiste in Italia). Il fatto di aver ristretto il pubblico e di sacrificarmi a servire solo i celiaci è un posizionamento rilevante o servire i celiaci è la USP di questa catena di ristoranti?

    Oppure sono due lati della stessa medaglia e la USP è quello che comunico dopo che ho scoperto che non c’è nessuna catena di ristoranti per celiaci e quindi ho trovato un posizionamento rilevante?

    2) Frank, puoi spendere quale parola in più riguardo al concetto dell’ologramma di cui parli in Venditore Vincente?

    Reply
  16. Andrea

    Bellissima puntata 🙂
    Sto mettendo da parte i soldi per il Corso VV, forse riesco a venire per la fine del 2014 🙂 E poi con Efficacia Personale sto raggiungendo in questo periodo 3 dei 4 obiettivi (i più importanti) ed è passato solo 1 anno e mezzo dal libro 😀 Sembra incredibile!
    Buone vacanze,
    Andrea.

    Reply
  17. Stefano

    Ciao, complimenti per il podcast!

    Volevo porre una domanda a Frank visto che conosce più da vicino la qualità della manodopera in Brasile.

    Una mia amica è titolare di una piadineria a São Paulo ed è costretta a lavorarci almeno 15h al giorno, tutti i giorni! So bene cosa tu e Pier pensiate del “business ristorante” ma sono convinto che in questo caso sia scalabile. Alla fine si tratta di un cibo semplice e facilmente replicabile in ottica di un eventuale franchising.

    La mia amica ha però un problema di base che le impedisce di concentrarsi sul miglioramento dell’attività, mancano collaboratori affidabili. La manodopera in Brasile è pessima, dipendendi che (se va bene) ti avvertono la mattina stessa che stanno male, che hanno perso l’ônibus o che i figli si sono sentiti poco bene. Assolutamente inaffidabili!
    Questo se va bene, il più delle volte non si presentano lasciando scoperta la cucina o la sala e costringendola a fare salti mortali.
    Oltre a questo deve costantemente stare dietro ai suoi dipendenti perchè non facciano casini e lavorino bene. Ha provato diverse strade aumentando lo stipendio, mettendo premi e penali in caso di errori commessi dalla poca attenzione ecc.
    Tutti lavorano scazzati perchè sanno che se verranno mandati via, in un paio di giorni troverebbero un altro lavoro!

    Ecco la domanda, sono certo che lavorando sodo si riesca a semplificare e a standardizzare il business per creare un franchising ma il problema “funcionários” le sta rendendo la vita impossibile e sta letteralmente bloccando il suo business.
    Come consiglieresti di procedere per risolvere il problema in modo tale da farle avere più tempo ed energie da dedicare alla crescita del business?

    Grazie..

    Reply
  18. Claudia

    Buongiorno Frank Buongiorno Piernicola
    Mi chiamo Claudia e sono una impiegata “semplice”, una segretaria come tante, 40 anni e uno stipendio nella media italiana. Vi seguo da alcuni mesi perché voglio cambiare vita: ho altre aspirazioni e la mia vita attuale mi sta stretta.
    Ho un dubbio che ogni tanto si ripresenta e mi fa perdere energie dal raggiungimento dei miei obiettivi: ho pensato che con la vostra esperienza avreste potuto darmi una risposta valida, sperando che la mia domanda rientri nel target di quelle non-subumane.

    Le domande sono due in realtà, e spero possano interessare anche altri nella mia situazione:
    1 – Vorrei tanto partecipare al corso Venditore Vincente: sto mettendo da parte risparmi e vi seguo per capire quando prendere le ferie, ma non so se una che fa il mio lavoro verrebbe ammessa;

    2 – Questa è più da subumana con la mente rovinata da anni di vita da dipendente però spero di far passare il senso alla base della domanda: quanto occorre, “in soldoni”, per iniziare un business con i criteri di cui parlate (quindi, se non ho capito male, business snelli, con una forte domanda potenziale e clienti già in lead)? Esiste un livello minimo di investimento? Un dipendente con uno stipendio medio quale potrei essere io, che ha messo da parte risparmi negli ultimi 10 anni, potrebbe pensare di iniziare un business proficuo? So che come domanda può sembrare stupida e banale ma mi piacerebbe sapere se nella filosofia di business che insegnate nei vostri podcast possa rientrare anche la mia casistica, cioè partire dal lavoro dipendente meno specializzato di questo mondo e arrivare a fare business come lo intendete voi.

    Vi ringrazio se vorrete darmi la vostra opinione.
    Claudia

    Reply
  19. Roby

    Ciao a Frank e a Pier e saluto anche Claudia che con la sua domanda mi ha dato il coraggio per scrivere la mia; quando poi ho sentito questo podcast e alcune parole di Frank l’ho letto come un “segno” ed eccomi qui a scrivere.
    La mia domanda è in parte direttamente correlata a quella ultima di Claudia. Anche io lavoro come dipendente, anni di esperienza alle spalle e buono stipendio, ma sento di poter fare di più e non voglio lavorare per una società che non ripagherebbe il mio impegno. Ascoltando i vostri audio ho capito che per fare business le cose devono girare diversamente, ma con il lavoro (dipendente) che svolgo non ho materialmente il tempo per guardarmi intorno e capire il mercato, capire se ci siano domande latenti e clienti potenziali di qualche bisogno insoddisfatto. Ho sempre gli stessi giri di lavoro, stessi clienti, stesso ambiente che economicamente mi soddisfa ma che a livello di crescita mi fa rimanere a terra e soprattutto non mi aiuta a cpaire “cosa c’è oltre nel mondo”. Mi riallaccio al pezzettino di audio in cui Frank dice che lavorava tantissime ore a fronte di ottime entrate ma che in quella fase della vita non aveva più tempo per sé e che poi a un certo punto ha preso la decisione di staccare e cambiare. Essendo dipendente e alla soglia dei miei 43 anni, ho le mie belle paure a fare il salto e non lo nego; anche io vengo da anni di “cricetismo” e gli effetti si fanno sentire. La mia domanda riguarda proprio questo momento (e anche io mi auguro che non risvegli le ire di nessuno dei due), e anche la mia può sembrare stupida, forse più comoda che stupida, ma mi auguro che verrà accolta bene. Se una persona decidesse di dare A VOI dei soldi in una nuova attività, perché sapete come fare business perchè capite il business model adatto ad ogni progetto, anche senza avere una sua idea di partenza ma per iniziare ad entrare, iniziare a trovare il tempo per fare quello che fate voi, per capire il mercato e valutare nuovi business, sarebbe fattibile? è una idea molto malsana? Non voglio sembrare ingenua o peggio ancora “quella che non ha voglia di darsi da fare”, ma non riuscendo a trovare il tempo per capire come creare danaro e nuovi business, ho pensato che questa potrebbe essere una idea per iniziare a respirare e far fruttare meglio il mio tempo.

    Grazie per la eventuale risposta.
    Roberta

    Reply
  20. Claudia

    Ho ascoltato gli altri tre podcast (purtroppo non ho ricevuto la mail che avvisa sui nuovi episodi e quindi me li ero persi) che rispondono alle mie domande, quindi scusate per il post inutile.
    Mi avete però ispirato un’altra domanda: mi sono molto sorpresa quando ho sentito in uno di questi podcast che dite “poi la gente non ci segue (o “ci abbandona”, non ricordo la frase alla lettera), riferendosi al fatto che le persone, quando vedono che c’è da lavorare, si tirano indietro perchè cercano la bacchetta magica. Mi ha sorpreso perchè per me da quando vi ho scoperti è stato un miglioramento continuo, proprio a livello mentale: adesso mi sembra di ragionare diversamente, di avere anche qualche idea per un potenziale business (che sarà sicuramente una cavolata ma almeno mi aiuta a rimanere sulla strada per capire come avere idee “giuste”, o almeno spero). Per me è solo una fortuna poter ascoltare i vostri consigli perchè frequento un ambiente molto povero dal punto di vista intellettuale, poco stimolante, gente che “stipendio a fine mese + mutuo casa + aperitivo nel week end + ho vinto 20 euro al gratta&vinci e ho capito la vita”.
    La mia domanda riguarda la mentalità, l’atteggiamento da avere per fare e mantenere un business, riallacciandomi a quello che ha detto Piernicola nell’ultimo podcast (il n.17), quando parla di come una persona è fatta “strutturalmente”: avere delle giornate “no” è umano oppure è sintomo che non sono portata per il business? Mi ricordo che una volta avete parlato di un campione di tennis che, se anche gli capita una giornata negativa, si alza e fa la sua partita vincendo. Ecco, se uno non si sente proprio sempre così, deve abbandonare l’idea di fare l’imprenditore? O esistono dei consigli o anche un corso a pagamento che organizzate per insegnare alle persone come avere la mentalità “vincente”?

    Vi ringrazio se vorrete darmi la vostra opinione.
    Claudia.

    Reply
  21. Giuseppe

    Ho trovato questo podcast per caso. Lo trovo molto divertente! Bravi. Secondo me e’ il modo giusto per approcciare a problematiche cosi complesse.

    Reply
  22. pasquale

    HO UN’IDEA DI BUSINESS !!!!!!!!!!!!!! REGISTRATE LE SPARATE DI FRANK QUANDO S’INCAZZA E TRASFORMATELE IN SUONERIE…
    P.S.: INIZIATE CON QUELLA AL MINUTO 10:20 DI QUESTO EPISODIO..GRANDI RAGAZZI!!!!

    Reply

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